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Amo la musica e balare

Si proprio balare è stato scritto, da uno dei ragazzi, su una delle pareti esterne della lavanderia industriale gestita dalla Spazio Lavoro, una cooperativa sociale che opera oramai da molti anni per l’integrazione dei disabili in ambito lavorativo. Le foto di seguito fanno parte di un esperimento, quello di comunicare il sociale per cercare di arrivare a pubblici che poco conoscono queste realtà, esempi di successo e di integrazione.

Negli ultimi anni la comunicazione pubblica e aziendale si è evoluta velocemente adottando linguaggi e strumenti sempre più efficaci ed invasivi. Proprio questa efficacia ha sovrarappresentato queste dimensioni rendendo ancora più invisibili quelle realtà diverse per obiettivi, valori, linguaggi e persone coinvolte. L’esperimento di comunicazione sociale portato avanti insieme alla cooperativa ha utilizzato le foto quale linguaggio diretto utile a raggiungere un pubblico più vasto possibile e a restituire il clima interno alla cooperativa. Le foto sono poi state montate in un DVD, dove sono state riportate le informazioni principali e le attività della Cooperativa, che è diventato lo strumento principale da utilizzare in incontri, seminari e convegni per comunicare la Cooperativa ai diversi pubblici di riferimento.

Solennemente

Recentemente la 7 ha mandato in onda un’intervista a Ferdinanda Scianna, siciliano, uno dei più grandi fotografi al mondo. Fuggito dalla Sicilia, come dice lui, diventa famoso grazie ad un libro sulle feste religiose in sicilia, nel 1965, che pubblica con introduzione di colui che diventerà un suo grande amico, Leonardo Sciascia.

 

Storie di lavori. Peppino il barbiere.

E’ il 25 settembre del 1927, la Roma, fondata da pochi mesi, gioca la sua prima partita in serie A affrontando il Livorno. La neonata squadra aveva già affrontato gli Ungheresi della Ujpest ma quella era la vera prova da superare per non deludere i suoi primi tifosi. E’ Ziroli ad entrare nella storia con un gol al 13′ mentre è Fasanelli che raddoppia. Il Livorno viene così battuto per 2 a zero in un partita storica giocata davanti a 12.000 spettatori nel campo del Velodromo in una giornata di fine estate.

Quel giorno, quel preciso giorno in Sicilia nasce Giuseppe, Peppino per tutti, nel comune di Palazzolo Acreide, uno di quei avanposti sorti nella parte orientale dell’isola a che rappresentano la zona più a Sud del paese.

E’ un anno importante quello per la città di Roma e per l’ltalia intera. E’ l’anno in cui viene istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, in sostanza una polizia segreta che controlla e reprime qualsiasi tentativo di opposizione al fascismo. Il primo gennaio di quell’anno nasce l’Unità, voce clandestina che cerca di contrastare la propaganda fascista.

Ma per Peppino che ha vissuto tante delle discontinuità e delle alternanze anche tragiche che la storia degli ultimi ottant’anni ci ha riservato, l’evento che ha definito la sua vita è stato quello. La nascita della Roma A.S e della sua prima vittoria in serie A.

Nel ’48 lascia il suo bellissimo paese e la sua amata terra, tanto bella quanto povera e amara, per cercare lavoro. Ha praticato in una bottega di barbiere e i suoi parenti gli trovano un lavoro, a Roma, naturalmente. Così, romanista di nascita, non trova difficoltà a diventare romano di fatto. Da allora, infatti, si è sentito non solo parte della città che lo ha accolto ma protagonista della storia di una delle sue squadre di prestigio. Lui non è semplicemente della Roma lui, insieme ai tanti giocatori di questi decenni, è la Roma.

Lavora presso un barbiere romano e nel ’52 apre il suo primo negozio all’angolo tra via nomentana e viale regina margherita. Da li si sposta nel ’58 più su sulla Nomentana, dove è ora: una bottega messa su grazie all’aiuto di molti suoi clienti: l’ingegnere che gli ha trovato il locale, l’artigiano per gli specchi. L’attività va bene, la bottega diventa un salone e assume quattro aiutanti. Da lì, è il privilegio di essere barbiere, passano i più diversi personaggi del quartiere che si alternano nel suo salone come i protagonisti di una commedia sul palcoscneico. Il professore tal dei tali era mio cliente, veniva qui anche l’Onorovole – racconta ancora – con uno sguardo tra l’orgoglio e la nostaliga ma, soprattutto, nel suo salone si parlava di calcio. Era da liche il sabato ci si organizzava per andare a vedere le partite della Roma in casa e fuori che poi, puntualmente, venivano commentate nei giorni successivi.

Tanti sono gli eroi che la sua squadra gli ha regalato ma, fra tutti, i suoi preferiti rimangono Ferraris IV, Rapetti, Mattei, Corbyons, Degni, Rovida, Ziroli, Bussich, Cappa, Fasanelli e Chini: i protagonisiti di quella prima partita della Roma che lui non ha giocato, non ha nemmeno mai visto ma che è rimasta la partita della sua vita.

Ora le cose sono cambiate, Peppino rimane il testimone di un mestiere quasi scomparso nel modo in cui lui l’ha vissuto. Il quartiere è cambiato, dice, rimangono quei pochi clienti affezionati. Non ha aiutanti come non ci sono “ragazzetti di bottega” che vogliono imparare il mestiere. A dargli una mano, più per compagnia che per altro, viene ogni tanto Vincenzo, suo coetaneo (“ma più giovane di sei mesi”), amico di una vita che magari gli va a comprare un panino per il pranzo o gli bada al negozio quando lui si deve assentare.

E’ sereno nel frugare tra i ricordi, ha tre figli sistemati, l’opportunità di tornare spesso al suo paese, e guarda avanti, al prossimo 25 settembre quando festeggerà i suoi ott’antanni e quelli della prima partita della sua Roma.

Non tutte le strade portano a Roma

… ma non è chiaro dove portino, aggiungiamo noi.

Inaugurazione della mosta Non tutte le strade portano a Roma [7 fotografi per l’identità di una terra] che rimarrà aperta fino al 26 Aprile all’ex GIL (Opera Nazionale Barilla, poi Gioventù Italiana Barilla) in Largo Ascianghi a Roma.

Organizzato da Zoneattive, regione Lazio, Litorale SPA e Metro. Maggiori informazioni su wwwlazioterra.it

Il racconto completo è qui.





 

 

Dico che?

Roma, 10 marzo 2007, manifestazione sui DICO a Piazza Farnese. La serie completa è qui.

Dico che?, originally uploaded by Gianni D..

 

 

Vincenzo


Vincenzo, originally uploaded by Gianni D..

 

Facing the 2006


Facing the 2006, originally uploaded by Gianni D..