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Cosa si intende per gov 2.0

Breve ma efficace presentazione dei principi del gov 2.0 da parte della Sunlight Foundation.

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Amministrare 2.0: il Manifesto

Un’amministrazione 2.0 è un’amministrazione che si mette dalla parte dei cittadini e che con i cittadini stabilisce una relazione bidirezionale, perché è consapevole che nessuno meglio di loro può valutare servizi e progetti, segnalare eventuali criticità, manifestare esigenze e bisogni e fare proposte per soddisfarli. Ma c’è di più: è un’amministrazione che sceglie di improntare tutti i suoi processi, anche quelli interni, sui principi della condivisione e della collaborazione, di sfruttare l’intelligenza collettiva coinvolgendo le risorse a sua disposizione per migliorare la gestione interna e l’efficienza dei servizi offerti. E, infine, è un’amministrazione che sceglie di fare tutto questo sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dagli strumenti del web 2.0 e mettendoli al servizio di un nuovo approccio nei rapporti con il cittadino.

E’ questa la premessa che presenta il Manifesto Amministrare 2.0, un documento in progress che diversi attori o network quali FORUMPA, Formez, il Comune di Venezia, il Club di Amministrare 2.0, Artea Studio e Innovatori PA stanno promuovendo con lo scopo di proporre una visione condivisa per favorire la modernizzazione della PA digitale.

A fronte di una situazione di stallo del processo di telematizzazione della PA, si legge nel documento, ci sono però degli enti locali che hanno continuato a sperimentare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini e favorire la loro partecipazione alla gestione della cosa pubblica. Sono le amministrazioni locali che hanno promosso una telematica pubblica di secondo livello improntata su una logica relazionale e partecipativa, che hanno approfondito e applicato gli strumenti del Web 2.0, che hanno rimesso i cittadini al centro del processo di sviluppo della PA digitale. Sono un numero ridotto gli enti che si sono avventurati in questa direzione ma rappresentano una minoranza le cui esperienze possono rappresentare uno stimolo per riavviare l’intero settore. Queste amministrazioni hanno spesso implementato anche strumenti di partecipazione e di collaborazione interattivi all’interno delle stesse organizzazioni, permettendo così la diffusione e l’arricchimento dei saperi già presenti nelle risorse umane impiegate, ma che in molti casi restano inespressi.

Da qui nasce l’idea di un’iniziativa, il Manifesto Amministrare 2.0, in grado di valorizzare l’esperienze già realizzate arrichendole dei contributi di coloro che a diverso titolo sono interessati alla diffusione di una moderna PA digitale. Il processo di elaborazione del Manifesto ha già registrato momenti importanti di lavoro e di condivisione di idee e proposte: lo scorso 6 febbraio a Venezia nel corso della prima riunione con alcune amministrazioni locali (Venezia, Monza, Parma, Reggio Emilia, Trieste e Udine) è scaturito un programma di lavoro che poi è stato ripreso e approfondito nell’ambito di un incontro organizzato all’interno dell’ultimo FORUM PA e a cui hanno partecipato circa 70 persone tra esperti, amministratori pubblici e aziende. Sia gli incontri sia la collaborazione on line sono gestiti seguendo una metodologia per favorire la più ampia partecipazione nell’elaborazione del Manifesto.

Il prossimo appuntamento di lavoro di elaborazione del Manifesto è il VeneziaCamp2009 che si terrà nei giorni 23, 24 e 25 ottobre dove è stata prevista un’apposita sezione dedicata alla presentazione e all’elaborazione del Manifesto mentre per coloro che non potranno venire il wiki sarà lo spazio di riferimento per aggiornarsi . Per partecipare all’evento è necessaria la registrazione gratutita.

Per riprendere i ragionamenti su Amministrare 2.0 e la cittadinanza digitale

La migliore occasione è il prossimo Barcamp organizzato a Venezia per il 23-24-25 ottobre. Tre giorni densi di appuntamenti e di incontri  e momento ideale per riprendere i ragionamenti avviati all’ultimo FORUM PA.

A Venezia, infatti, porteremo il documento di sintesi (verso il Manifesto?) elaborato proprio a seguito degli incontri di Maggio così da arricchirlo con nuove idee e contributi in una logica di lavoro sempre in progress.

Politiche di innovazione, innovazione per la politica

Era questo il titolo di un paragrafo pubblicato dal Censis nella sua Relazione Sociale di due anni fa reso attuale alla luce delle inziative tecnologiche recenti di alcuni esponenti della classe politica italiana.

Si poteva leggere:

… Ci si domanda se la politica stessa, che propone l’innovazione, sia preparata ad agire in modo innovativo, ad adottare nuovi schemi, nuovi principi, strumenti tecnologici e inesplorate modalità di relazione. La complessità crescente delle scelte che ogni paese deve maturare e le nuove abitudini di comunicazione dei cittadini, specie i più giovani, dovrebbero spingere ad esplorare nuovi sistemi attraverso cui sviluppare la discussione pubblica.

Le principali forme di interazione dei soggetti politici con i propri referenti rimangono oggi quelle tradizionali, frontali, conformate al modello “broadcast” di comunicazione unidirezionale. Gli elementi di novità nell’azione politica sono sempre iscritti in un percorso già noto, anche se poggiano su nuovi strumenti, il cui utilizzo è nella maggior parte dei casi accessorio. C’è difficoltà a maneggiare le nuove tecnologie e la rete Internet per i propri scopi e dai discorsi delle leadership emerge ancora una certa diffidenza, alimentata probabilmente dall’idea che la politica non si faccia in piazza, tanto meno se telematica. D’altro canto non è più possibile considerare trascurabile come pubblico il numero dei cittadini on line, sia per la costanza di presenza in rete (è sempre più diffusa la tendenza all’always-on) sia le loro caratteristiche specifiche di soggetti informati e sempre più attivi in dinamiche relazionali.

Si possono isolare due atteggiamenti, qualitativamente e quantitativamente molto diversi, di chi oggi fa politica in rete. Il primo è dei “presenzialisti”, ossia di coloro che hanno capito l’opportunità di essere on line ma non hanno la giusta competenza e padronanza del mezzo. I loro progetti sono spesso evanescenti e poco efficaci. L’altro atteggiamento è quello dei “relazionisti”, quantitativamente una minoranza, che invece hanno preso consapevolezza di quali siano le potenzialità delle nuove tecnologie e quindi le utilizzano in modo maturo ed adeguato.

Almeno per un “dovere di presenza”, quindi, tutti i partiti politici hanno siti web aggiornati e ricchi di documentazione e informazioni. Anche le sezioni territoriali di partito, sebbene in modo molto più artigianale, sono presenti sul web. Molti sono anche i siti personali dei politici italiani. I siti contengono blog, forum, bacheche elettroniche, indirizzi e-mail, materiale di propaganda, foto. La rete è oggi territorio di conquista: lo dimostra non solo il gran numero di nuovi siti nati in occasione delle campagne elettorali ma anche l’importanza accordata dalle nuove giunte locali e dai nuovi ministri alla personalizzazione delle proprie pagine sui siti istituzionali. Le pagine dedicate al vertice politico sono spesso più ricche di quelle volte alla descrizione e presentazione degli uffici amministrativi e di contatto con il pubblico. I siti così creati sono poco frequentati, i servizi interattivi vengono spesso sospesi perché male utilizzati o ingestibili.

Quindi i “presenzialisti” non ignorano tanto l’esistenza di nuovi strumenti, piuttosto tradiscono la logica di rete che li dovrebbe animare.

Un ragionamento molto attuale perché, appunto alla luce delle nuove iniziative, rimane aperta la domanda? Ci troviamo di fronte, semplicemente, a forme di presenzialismo atte ad occupare nuovi spazi di comunicazione o stiamo asisstendo alla nascita di un modo nuovo di intendere la politica basato sulle capacità di relazionalità e di ascolto che le nuove tecnologie offrono?

Guardando alle diverse iniziative in essere la risposta, per ora, non è certa.

Tra le diverse presenze on line troviamo Diego Cammarta che, in occasione della recente campagna elettorale per le amministrative a Palermo, oltre ad un proprio blog personale ha avviato un canale di comunicazione con i cittadini tramite Twitter . Gianfranco Micciché, sempre in Sicilia, ha aperto recentemente un account di foto su Flickr uno su Youtube e avviato un Blog personale per la gestione quotidiana dei rapporti con i cittadini.

Con Capezzone la politica non va semplicemente on line ma parte dalla rete tramite Dec!dere.net con l’obiettivo di comunicare e aggregare attraverso la pubblicazione di videoprogrammi.

Analogo approccio quello di Enrico Letta che affida la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico ad un video, unico contributo, per ora, del suo nuovo sito. A dire il vero, quello di Letta è il messaggio chè più discosta dalla logica comunicazionale e partecipativa on line. Il suo, più che un videomessaggio informale, è uno spot ben registrato distribuito su youtube.

Ancora più avanti, tecnologicamente, si pone Antonio Di Pietro con il suo annuncio:

Oggi, giovedì 12 luglio, il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro condurrà su Second Life una conferenza stampa virtuale in 3D in diretta con i più autorevoli giornalisti italiani e con il pubblico. Il Ministro incontrerà i giornalisti per discutere e dimostrare le potenzialità di Second Life come strumento per la politica e l’organizzazione sociale.

La conferenza stampa si terrà giovedì 12 luglio alle ore 17.00 orario italiano (ovvero le 8.00 secondo l’orario di Second Life). L’evento è presentato da Casaleggio Associati e da ”Italia dei Valori”, e sarà prodotto da Lichtenstein Creative Media.

Non è solo la prima volta che un ministro della repubblica italiana si affida a internet nella sua dimensione di SL ma è anche la prima volta che un evento politico virtuale è stato salutato da una manifestazione di protesta virtuale. Lo stesso giorno, infatti, la lega ambiente ha contestato il ministro con cartelli digitali con su scritto Qui puoi costruire tutte le autostrade che vuoi.