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Immigrati, brava gente

Quello dell’immigrazione è sicuramente il fenomeno sociale dove maggiore e più drammatica è la mancanza di soluzioni innovative dal punto di vista politico, organizzativo e culturale.

Questa estate, come tutte le precedenti, abbiamo assistito all’ennesimo, drammatico bollettino dei viaggi della speranza verso l’Italia molto spesso conclusi tragicamente. Quasi non ci si fa più caso, come se fosse uno degli elementi, come il gran caldo, che oramai caratterizzano le nostre estati. L’ultimo Agosto, però, è stato segnato da una novità, un sussulto di orgoglio politico che si è concretizzato con l’ordinanza dell’amministrazione comunale di Firenze che ha riportato al centro delle discussioni il tema dell’immigrazione.

Per dare un piccolo contributo a un’altra dimensione relativa all’immigrazione, quella dell’integrazione, riporto una galleria di foto a testimonianza delle diverse modalità con la quale le migliaia di immigrati si stanno inserendo in Italia: dall’ambulante, all’operaio specializzato, dal pastore al pescatore fino al cuoco del ristorante di sushi.

Una selezione di queste foto verrà esposta, insieme a quelle di altre autori, proprio a Firenze, nella sala d’Armi di Palazzo Vecchio a partire dal prossimo 21 settembre in una mostra organizzata dalla Fondazione Fratelli Alinari per la Storia della Fotografia per conto del Ministero dell’Interno.

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Amo la musica e balare

Si proprio balare è stato scritto, da uno dei ragazzi, su una delle pareti esterne della lavanderia industriale gestita dalla Spazio Lavoro, una cooperativa sociale che opera oramai da molti anni per l’integrazione dei disabili in ambito lavorativo. Le foto di seguito fanno parte di un esperimento, quello di comunicare il sociale per cercare di arrivare a pubblici che poco conoscono queste realtà, esempi di successo e di integrazione.

Negli ultimi anni la comunicazione pubblica e aziendale si è evoluta velocemente adottando linguaggi e strumenti sempre più efficaci ed invasivi. Proprio questa efficacia ha sovrarappresentato queste dimensioni rendendo ancora più invisibili quelle realtà diverse per obiettivi, valori, linguaggi e persone coinvolte. L’esperimento di comunicazione sociale portato avanti insieme alla cooperativa ha utilizzato le foto quale linguaggio diretto utile a raggiungere un pubblico più vasto possibile e a restituire il clima interno alla cooperativa. Le foto sono poi state montate in un DVD, dove sono state riportate le informazioni principali e le attività della Cooperativa, che è diventato lo strumento principale da utilizzare in incontri, seminari e convegni per comunicare la Cooperativa ai diversi pubblici di riferimento.

Storie di pesca e di lavoro

Il progetto Emerlip – “Emersione del lavoro irregolare nella pesca” – nasce dall’esigenza di porre attenzione alle diverse categorie a rischio di lavoro irregolare nel settore della pesca dell’area della Sicilia sud-occidentale ed in particolare nel comprensorio di Mazara del Vallo e Sciacca. La sfida che Emerlip si è posta è di contribuire alla comprensione del fenomeno e delle sue caratteristiche all’interno del comparto e del territorio avviando un percorso di ricerca, ascolto e formazione funzionale alla definizione di politiche di intervento mirate, condivise ed efficaci.

Raramente ci si trova davanti a concetti tanto nebulosi ed articolati quanto quello dell’economia sommersa. Una complessità che gli deriva tanto dalla pluralità dei fenomeni che ne sono all’origine, quanto dagli effetti che l’irregolarità del lavoro e dell’azienda portano agli individui e all’economia territoriale.

Nel sommerso si trovano una pluralità di fattori disomogenei che è tuttavia necessario individuare e affrontare con interventi che, per essere efficaci, devono essere mirati e territorializzati. In quella che da alcuni viene definita come underground economy l’illegalità, criminale o elusiva, si combina spesso con l’ “arte di arrangiarsi”; il degrado sociale, la povertà e l’esclusione con un generale scarso senso civico; la diffusa abitudine a non rispettare le regole necessarie a garantire un’ordinata convivenza con gli eccessi di burocrazia e con radicate consuetudini sociali.

Quando poi la problematica dell’emersione incontra, come nel caso del progetto Emerlip, un settore come quello della pesca in cui alla crisi congiunturale si affianca una crisi strutturale che dura oramai da qualche anno, allora le questioni da affrontare non possono non comprendere riflessioni sull’architettura stessa del comparto, sull’esauribilità delle risorse ittiche, sulla concorrenza della grande distribuzione e ancor di più sulla competizione del mercato aperto e globale.

Non si può ignorare che un tale contesto rende sempre più drammatico il mantenimento di livelli competitivi, inducendo le imprese a contemperare strategie propulsive – quali l’innovazione, l’utilizzo di tecnologie, il rafforzamento dei marchi, l’integrazione finanziaria e logistica – con strategie difensive volte non tanto a conseguire una maggiore efficienza ed una crescente produttività, ma a ridurre il più possibile, attraverso meccanismi irregolari o elusivi, i costi inerenti alle risorse umane e alla fiscalità.

Le due principali marinerie della costa sud-occidentale, Sciacca e Mazara del Vallo, in cui il progetto Emerlip si è svolto sono estremamente diverse tra loro per tradizioni di pesca, organizzazione e problematiche. Entrambe, però, condividono il bisogno di ragionare su strategie e politiche per rivitalizzare le proprie economie tradizionali, rendere più efficienti i sistemi di controllo e acquisire un nuovo approccio di governance della filiera della pesca e del suo indotto.
Per rispondere a questo bisogno condiviso Emerlip si propone al territorio non come soluzione calata dall’alto ma come strumento, come scatola degli attrezzi al servizio degli stakeholders locali: dei singoli individui, dei decisori, dei soggetti intermedi.

Si terrà a Mazara del Vallo e a Palermo la mia mostra sul distretto della pesca locale. Le date sono 4-13 maggio a Mazara del Vallo e 25-31 maggio a Palermo. La descrizione del progetto e una selezione più ampia di foto la trovate sul sito dedicato.

International expositon

Dal 13 aprile al 30 aprile. All’inaugurazione, grazie alla collaborazione di FLXER , è stato proiettato uno spettacolo con proiezione e trattamento multimediale delle foto.
La mostra si tiene alla casa del Jazz a Roma.

 

Non tutte le strade portano a Roma

… ma non è chiaro dove portino, aggiungiamo noi.

Inaugurazione della mosta Non tutte le strade portano a Roma [7 fotografi per l’identità di una terra] che rimarrà aperta fino al 26 Aprile all’ex GIL (Opera Nazionale Barilla, poi Gioventù Italiana Barilla) in Largo Ascianghi a Roma.

Organizzato da Zoneattive, regione Lazio, Litorale SPA e Metro. Maggiori informazioni su wwwlazioterra.it

Il racconto completo è qui.