Innovare dalla scrivania


Nei giorni scorsi  Punto Informatico ha riportato la notizia di un utente francese che ha chiesto, ed ottenuto dal tribunale competente, un rimborso da parte dell’Acer per il prezzo pagato al momento dell’acquisto del PC dei software già installati nella machina ma non richiesti. A fronte del prezzo del PC di 599 euro, il rimborso è stato pari a 312 euro. Questo vuol dire che, nel caso specifico, più della metà del prezzo che è stato pagato è relativo ai software che i produttori per loro convenienza ci impongono.

Se, come si dice, l’innovatore è colui che disubbidisce a regole a prassi consolidate, questo utente, rifiutandosi di accettare i termini di licenza proposti dai diversi produttori al momento della prima accensione del computer, è sicuramente un innovatore il cui gesto potrà portare importanti novità tra i consumatori e gli utenti di PC.

Oltre a ciò immaginiamo quale potrebbe essere l’impatto positivo di tale risparmi se applicati sulla grande scala come, ad esempio, gli acquisti della pubblica amministrazione locale e centrale. Un esperimento che in molti altri paesi ha portato a grandi risparmi da investire, poi, in politiche per l’alfabetizzazione informatica o contro il digital divide.

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About Gianni Dominici

Direttore di FORUMPA

3 responses to “Innovare dalla scrivania”

  1. Davide says :

    Mi risulta che in molti paesi – USA e Gran Bretagna di sicuro – sia già possibile, all’atto dell’acquisto di un computer, rinunciare all’installazione di alcuni software a fronte di un sostanzioso sconto.
    Questo per lo meno presso rivenditori di buon livello.

    Quanto alle amministrazioni pubbliche nazionali – esistono un paio di regioni in Italia nelle quali il passaggio ad OpenOffice ha consentito un taglio notevole delle spese di cancelleria. Mi pare di ricordare Bolzano – ma vado a memoria.
    Di sicuro, l’esempio di questi early-adopters (neanche tanto “early”, a dire il vero) non ha per ora avuto seguito.
    Purtroppo.

  2. Gianni Dominici says :

    Si Davide, ci sono diverse singole pubbliche amministrazioni che hanno sperimentato soluzioni di questo tipo. Io mi riferivo a politiche più ampie di quelle portate avanti in Brasile o in Estremadura:

    Per quanto riguarda i software installati sul computer, novità giungono anche dall’Italia.

  3. Davide says :

    Politiche più ampie?
    In Italia?
    Per una cosa come l’informatica?
    Stiamo parlando di quellostesso stato in cui avevano proposto di regalare i vecchi mainframe anni ’60 dell’amministrazione pubblica alle scuole, affinché gli studenti potessero fare pratica col computer?

    Lasciamo perdere.
    Buona invece la notizia della sentenza fiorentina.
    E’ un inizio – un buon inizio.

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