Politiche di innovazione, innovazione per la politica


Era questo il titolo di un paragrafo pubblicato dal Censis nella sua Relazione Sociale di due anni fa reso attuale alla luce delle inziative tecnologiche recenti di alcuni esponenti della classe politica italiana.

Si poteva leggere:

… Ci si domanda se la politica stessa, che propone l’innovazione, sia preparata ad agire in modo innovativo, ad adottare nuovi schemi, nuovi principi, strumenti tecnologici e inesplorate modalità di relazione. La complessità crescente delle scelte che ogni paese deve maturare e le nuove abitudini di comunicazione dei cittadini, specie i più giovani, dovrebbero spingere ad esplorare nuovi sistemi attraverso cui sviluppare la discussione pubblica.

Le principali forme di interazione dei soggetti politici con i propri referenti rimangono oggi quelle tradizionali, frontali, conformate al modello “broadcast” di comunicazione unidirezionale. Gli elementi di novità nell’azione politica sono sempre iscritti in un percorso già noto, anche se poggiano su nuovi strumenti, il cui utilizzo è nella maggior parte dei casi accessorio. C’è difficoltà a maneggiare le nuove tecnologie e la rete Internet per i propri scopi e dai discorsi delle leadership emerge ancora una certa diffidenza, alimentata probabilmente dall’idea che la politica non si faccia in piazza, tanto meno se telematica. D’altro canto non è più possibile considerare trascurabile come pubblico il numero dei cittadini on line, sia per la costanza di presenza in rete (è sempre più diffusa la tendenza all’always-on) sia le loro caratteristiche specifiche di soggetti informati e sempre più attivi in dinamiche relazionali.

Si possono isolare due atteggiamenti, qualitativamente e quantitativamente molto diversi, di chi oggi fa politica in rete. Il primo è dei “presenzialisti”, ossia di coloro che hanno capito l’opportunità di essere on line ma non hanno la giusta competenza e padronanza del mezzo. I loro progetti sono spesso evanescenti e poco efficaci. L’altro atteggiamento è quello dei “relazionisti”, quantitativamente una minoranza, che invece hanno preso consapevolezza di quali siano le potenzialità delle nuove tecnologie e quindi le utilizzano in modo maturo ed adeguato.

Almeno per un “dovere di presenza”, quindi, tutti i partiti politici hanno siti web aggiornati e ricchi di documentazione e informazioni. Anche le sezioni territoriali di partito, sebbene in modo molto più artigianale, sono presenti sul web. Molti sono anche i siti personali dei politici italiani. I siti contengono blog, forum, bacheche elettroniche, indirizzi e-mail, materiale di propaganda, foto. La rete è oggi territorio di conquista: lo dimostra non solo il gran numero di nuovi siti nati in occasione delle campagne elettorali ma anche l’importanza accordata dalle nuove giunte locali e dai nuovi ministri alla personalizzazione delle proprie pagine sui siti istituzionali. Le pagine dedicate al vertice politico sono spesso più ricche di quelle volte alla descrizione e presentazione degli uffici amministrativi e di contatto con il pubblico. I siti così creati sono poco frequentati, i servizi interattivi vengono spesso sospesi perché male utilizzati o ingestibili.

Quindi i “presenzialisti” non ignorano tanto l’esistenza di nuovi strumenti, piuttosto tradiscono la logica di rete che li dovrebbe animare.

Un ragionamento molto attuale perché, appunto alla luce delle nuove iniziative, rimane aperta la domanda? Ci troviamo di fronte, semplicemente, a forme di presenzialismo atte ad occupare nuovi spazi di comunicazione o stiamo asisstendo alla nascita di un modo nuovo di intendere la politica basato sulle capacità di relazionalità e di ascolto che le nuove tecnologie offrono?

Guardando alle diverse iniziative in essere la risposta, per ora, non è certa.

Tra le diverse presenze on line troviamo Diego Cammarta che, in occasione della recente campagna elettorale per le amministrative a Palermo, oltre ad un proprio blog personale ha avviato un canale di comunicazione con i cittadini tramite Twitter . Gianfranco Micciché, sempre in Sicilia, ha aperto recentemente un account di foto su Flickr uno su Youtube e avviato un Blog personale per la gestione quotidiana dei rapporti con i cittadini.

Con Capezzone la politica non va semplicemente on line ma parte dalla rete tramite Dec!dere.net con l’obiettivo di comunicare e aggregare attraverso la pubblicazione di videoprogrammi.

Analogo approccio quello di Enrico Letta che affida la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico ad un video, unico contributo, per ora, del suo nuovo sito. A dire il vero, quello di Letta è il messaggio chè più discosta dalla logica comunicazionale e partecipativa on line. Il suo, più che un videomessaggio informale, è uno spot ben registrato distribuito su youtube.

Ancora più avanti, tecnologicamente, si pone Antonio Di Pietro con il suo annuncio:

Oggi, giovedì 12 luglio, il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro condurrà su Second Life una conferenza stampa virtuale in 3D in diretta con i più autorevoli giornalisti italiani e con il pubblico. Il Ministro incontrerà i giornalisti per discutere e dimostrare le potenzialità di Second Life come strumento per la politica e l’organizzazione sociale.

La conferenza stampa si terrà giovedì 12 luglio alle ore 17.00 orario italiano (ovvero le 8.00 secondo l’orario di Second Life). L’evento è presentato da Casaleggio Associati e da ”Italia dei Valori”, e sarà prodotto da Lichtenstein Creative Media.

Non è solo la prima volta che un ministro della repubblica italiana si affida a internet nella sua dimensione di SL ma è anche la prima volta che un evento politico virtuale è stato salutato da una manifestazione di protesta virtuale. Lo stesso giorno, infatti, la lega ambiente ha contestato il ministro con cartelli digitali con su scritto Qui puoi costruire tutte le autostrade che vuoi.


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About Gianni Dominici

Direttore di FORUMPA

3 responses to “Politiche di innovazione, innovazione per la politica”

  1. Marta Pieroni says :

    come al solito (vedi caso di pietro), il problema maggiore di chi fa “sul serio” è gestire la visibilità della protesta, primo trauma di chi ad esempio mise on line senza rifletterci troppo forum non moderati, come le pubbliche amminsitrazioni con le prime reti civiche agli albori della telematica pubblica. fenomeno interessante di questa fase sono anche le reti di bloggers militanti che diventano capaci di soggettualità politica laddove “sposati” da personalità emergenti: scalfarotto, adinolfi ora candidato al PD (http://www.marioadinolfi.it/). questi personaggi emergenti acquisiscono una visibilità notevolissima in fase di proposizione e autocandidatura che poi però si deve confrontare con logiche ben diverse..il pubblico della rete è più territorio di conquista per chi fa politica tradizionale o è capace (o lo sarà) di essere propositivo?

  2. Gianni Dominici says :

    Mi hanno appena segnalato che anche Veltroni ha aperto un account Twitter: http://twitter.com/WVeltroni

  3. biagio semilia says :

    La mia società ha realizzato la campagna online per il sindaco di Palermo e sta curando i blog di Gianfranco Miccichè, di Francesco Storace di Bobo Craxi, di Teodoro Buontempo.
    La mia opinione è la seguente: i politici si muovono sul web perchè è una moda, perchè gli è stato consigliato da propri consulenti o da amici e parenti. Ma alla fine le regole fondamentali della trasparenza, della semplicità e dell’attenzione all’ascolto proprie dei blog ne determineranno il successo sul medio lungo termine.
    Mi sento di segnalare in questo senso l’attenzione e la passione con cui si stanno applicando sia miccichè che storace: scrivono in prima persona, entrano direttamente sui commenti, partecipano alla riprogettazione continua del blog, desiderano comprendere ed essere compresi. Non è una cosa di poco conto: pochi uomini politici, molto pochi, hanno compreso che la reputazione su internet non si può comprare ma si costruisce passo dopo passo nel medio lungo periodo. Per questo sono convinto che i bluff, i finti blog, i blog di plastica dei politici, piano piano verranno fuori così come resteranno in piedi e cresceranno quelli che da internet sapranno ricavare proposte e progetti reali.

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