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	<title>Processi innovativi nel territorio, nelle imprese, nella PA</title>
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	<description>di Gianni Dominici</description>
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		<title>Processi innovativi nel territorio, nelle imprese, nella PA</title>
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		<title>Open Government e Open Data, la prospettiva e la speranza italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 18:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Opendata]]></category>
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		<description><![CDATA[La diffusione dell&#8217;Open Data in Italia sta riproducendo dinamiche simili a quelle che hanno portato alla nascita della telematica pubblica. Un primo nucleo di sperimentatori, di innovatori, di associazioni e di volontari insieme, spesso, alla lungimiranza di alcuni enti locali, permise allora la realizzazione delle prime reti civiche creando la cultura e la prassi necessaria [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=568&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La diffusione dell&#8217;Open Data in Italia sta riproducendo dinamiche simili a quelle che hanno portato alla nascita della telematica pubblica. Un primo nucleo di sperimentatori, di innovatori, di associazioni e di volontari insieme, spesso, alla lungimiranza di alcuni enti locali, permise allora la realizzazione delle prime reti civiche creando la cultura e la prassi necessaria che poi hanno permesso la nascita e la diffusione della telematica pubblica nella forma che oggi conosciamo. Un analogo processo, seppur dai ritmi più sostenuti, sta finalmente portando anche l&#8217;Italia ad allinearsi con le esperienze internazionali volte a rendere accessibili e riutilizzabili i dati raccolti e prodotti dalle pubbliche amministrazioni.</p>
<p>Ad oggi, infatti, analogamente con quanto è avvenuto negli altri paesi, tutti gli attori sono scesi in campo rispettando quelle che Tim Berners-Lee in <a href="http://www.soros.org/initiatives/information/focus/communication/articles_publications/publications/open-data-study-20100519">un&#8217;intervista</a> ha definito come le precondizioni per la politica degli Open data: “It has to start at the top, it has to start in the middle and it has to start at the bottom.”</p>
<p>Ad un primo livello si sono mossi le associazioni o i singoli militanti convinti che le esperienze accumulate negli altri paesi potessero essere un&#8217;importante occasione, anche per l&#8217;Italia, per sostenere la cultura della trasparenza e, soprattutto, della partecipazione civica nella creazione di valore pubblico. Cito fra le tante esperienze, quelle di <a href="http://www.datagov.it/">datagov.it</a> , Associazione italiana per l&#8217;open government finalizzata a diffondere la cultura dell&#8217;open data e a sostenere azioni concrete per la diffusione di dati pubblici e quella di <a href="http://www.openpolis.it/">openpolis</a> la prima applicazione pratica di riutilizzo di dati di interesse pubblico da parte di un&#8217;associazione non-profit.</p>
<p>Ad un secondo livello appartengono le azioni portate avanti dalle istituzioni locali o dai grandi soggetti di servizio. Merita di essere citata per prima l&#8217;esperienza della regione Piemonte che con il suo <a href="http://www.dati.piemonte.it/">dati.piemonte.it </a>ha fatto da apripista per gli altri enti locali come la <a href="http://www.comune.udine.it/opencms/opencms/release/ComuneUdine/progetti/open_data/bilanci.html">città di Udine</a> e, nelle ultime ore, la <a href="http://dati.emilia-romagna.it/">Regione Emilia Romagna</a>. A questi si aggiungono la proposta di una grande azienda di servizio come l&#8217;<a href="http://data.enel.com/it">ENEL</a> e l&#8217;istituzione che per eccellenza è la produttrice di dati di pubblica utilità: l&#8217;<a href="http://www.istat.it/it/">ISTAT</a>.</p>
<p>Al terzo livello, infine, le azioni che provengono dal Top, come direbbe Berners-Lee, portate avanti a livello governativo, di carattere sia normativo sia operativo. Dal punto di vita <strong>normativo</strong>, i principali punti di riferimento sono:</p>
<ul>
<li>l&#8217; Art. 21 della legge 69/2009 (trasparenza dei curricula e degli stipendi);</li>
<li>l&#8217; Art. 11 del d.lgs 150/2009 (la sezione trasparenza valutazione e merito sui siti pubblici);</li>
<li>la Delibera n.105/2010 della Civit (la trasparenza dinamica e l’elenco dei dati che le amministrazioni devono esporre sui loro siti);</li>
<li>l&#8217; Art. 52 comma 1-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale, d.lgs 82/05 e d.lgs 235/2010 (promozione della diffusione e dell’utilizzo dei dati, obbligo di esporre i dati in formato aperto);</li>
<li>le Linee Guida per i Siti Web della PA – 2011 (è lo strumento per il miglioramento continuo della qualità dei siti web pubblici e specifica le caratteristiche dei dati aperti);</li>
<li>le Linee Guida per la stesura di convenzioni per la fruibilità di dati delle pubbliche amministrazioni &#8211; art. 58 comma 2 del CAD (indicano le modalità per consentire la fruibilità dei dati fra amministrazioni).</li>
</ul>
<p>Dal punto di vista <strong>operativo</strong> le azioni del governo sono cominciate già un anno fa con delle attività sperimentali, come quella legata al progetto <a href="http://saperi.forumpa.it/story/51371/miapa-e-il-social-check-nella-pubblica-amministrazione">MiaPA</a>, che hanno portato alla pubblicazione del primo database in formato aperto degli indirizzi della pubblica amministrazione (<a href="http://www.lineaamica.gov.it/rubricapa/opendata.php">RubricaPA</a>) e alla definizione e alla diffusione della licenza<a href="http://www.formez.it/iodl/"> Italian Open Data License v1.0</a> per la pubblicazione dei dati pubblici da parte delle diverse pubbliche amministrazioni. Ma è con <a href="http://saperi.forumpa.it/story/64349/open-data-pa-20-e-g-cloud-una-strategia-l-open-government-italiano">le iniziative presentate alla conferenza stampa di oggi </a>a Palazzo Vidoni che l&#8217;azione si fa concreta. Sono tre gli strumenti principali presentati che potranno offrire un importante contributo alla causa degli open data in Italia:</p>
<ul>
<li>il portale <a href="http://www.dati.gov.it/">dati.gov.it </a>il Portale dei dati aperti della PA, nato per consentire a cittadini, sviluppatori, imprese, associazioni di categoria e alle stesse pubbliche amministrazioni di pubblicare ed usufruire dei dati aperti della Pubblica Amministrazione. Partendo dalle esperienze già in corso, il portale mira a valorizzare le esperienze esistenti così come a sensibilizzare e supportare le amministrazioni che ancora non hanno messo in cantiere iniziative specifiche;</li>
<li>la pubblicazione del <a href="http://www.dati.gov.it/content/voglio-capire">Vademecum Open Data</a>. <a href="http://www.dati.gov.it/content/voglio-capire">Come rendere aperti i dati delle pubbliche amministrazioni</a> che si propone come strumento per supportare operativamente le pubbliche amministrazioni nella pubblicazione dei loro dati;</li>
<li>il contest <a href="http://www.appsforitaly.org/">Apps4italy</a>, un concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici, capaci di mostrare a tutta la società il valore del patrimonio informativo pubblico. Il Contest è proprio un esempio della collaborazione auspicata tra i diversi attori impegnati sui temi degli open data: nato dal basso, come idea di associazioni e singoli impegnati su questi temi, ha coinvolto nel suo percorso importanti istituzioni pubbliche e private diventando, nella <a href="http://www.appsforitaly.org/blog/chi-siamo/">sua forma presentata oggi al pubblico</a>, un&#8217;importante iniziativa che lega il Ministero per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione agli altri attori attivi nei diversi territori.</li>
</ul>
<p>Siamo quindi contenti? Per ora si, ma con la consapevolezza che siamo solo all&#8217;inizio. Guardando ai prossimi mesi, le iniziative ai diversi livelli di open data potranno assumere una centralità concreta nello sviluppo di questo paese se, e solo se:</p>
<ul>
<li>saranno ricondotte all&#8217;interno di un esplicita politica basta sull&#8217;open government. A un impegno politico, cioè, ai diversi livelli, volto a instaurare un nuovo rapporto tra chi governa e chi è governato basato su trasparenza, partecipazione e collaborazione, e ad azioni concrete finalizzate a incrementare, in pochi mesi, la quantità e la qualità dei dati resi pubblici dalle pubbliche amministrazioni;</li>
<li>i diversi soggetti afferenti ai tre diversi livelli di intervento e, cioè, singoli cittadini, associazioni, imprese, istituzioni e governo collaboreranno, pur nei diversi ruoli e dalle diverse prospettive, alla creazione di una cultura del dato condiviso e della partecipazione civica nella creazione di valore pubblico;</li>
<li> le esperienze di open data non si limiteranno a rimanere il fiore all&#8217;occhiello di alcune fra le istituzioni più virtuose e l&#8217;impegno di pochi innovatori contribuendo, anche su questo tema, a creare un&#8217;Italia a più velocità e cittadini discriminati nei diritti. E&#8217; necessario sostenere l&#8217;impegno dei territori meno avanzati e fare in modo che la cultura del dato, e del dato aperto si diffonda sia all&#8217;interno delle istituzioni (tramite azioni di capacity building) sia tra la popolazione che ne è la vera beneficiaria.</li>
</ul>
<p>Da oggi in poi dobbiamo tutti, nei diversi ruoli che ci sono propri, continuare a vigilare e ad agire attivamente per fare in modo che la cultura e la prassi dell&#8217;open data diventino parte integrante del governo di questo paese. Il rischio che le diverse iniziative si riducano ad operazioni di facciata così come che vengano sminuite nei principi e negli obiettivi c&#8217;è sempre. Riprendendo il parallelismo con la nascita delle telematica pubblica, il passaggio dalle reti civiche ai siti istituzionali sancì, in molti casi, il tradimento dei principi originari basati sulla partecipazione e l&#8217;inclusione delle comunità locali e anche i generosi finanziamenti elargiti attraverso i piani per le-government e l&#8217;e-democracy, salvo rarissimi casi, portarono a scarsissimi risultati.</p>
<p>Per quanto ci riguarda, i temi, le esperienze e le iniziative degli open data e, più i generale dell&#8217;open government, saranno al centro dei nostri interventi nei prossimi mesi per diventare il tema federatore del Forum PA del prossimo maggio. Qualsiasi contributo o suggerimento, come sempre, è benvenuto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gdominici.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gdominici.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gdominici.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gdominici.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gdominici.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gdominici.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gdominici.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gdominici.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gdominici.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gdominici.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gdominici.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gdominici.wordpress.com/568/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gdominici.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gdominici.wordpress.com/568/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=568&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I contest nella PA, scorciatoia o nuovo strumento di partecipazione?</title>
		<link>http://gdominici.wordpress.com/2011/07/19/i-contest-nella-pa-scorciatoia-o-nuovo-strumento-di-partecipazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 18:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
				<category><![CDATA[opendata]]></category>
		<category><![CDATA[Processi innovativi]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è un nuovo termine che si sta diffondendo in modo virale tra le pubbliche amministrazioni di tutto il mondo: contest. Wikipedia così descrive il termine: un evento in cui due o più individui o team partecipano in competizione l’uno con l’altro, spesso per un premio o per un incentivo. Una semplice gara? Sì ma, per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=570&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>C’è un nuovo termine che si sta diffondendo in modo virale tra le pubbliche amministrazioni di tutto il mondo: <em>contest</em>. Wikipedia così descrive il termine: un evento in cui due o più individui o team partecipano in competizione l’uno con l’altro, spesso per un premio o per un incentivo. Una semplice gara? Sì ma, per modalità di partecipazione e obiettivi, anche qualcosa di più. Tramite i contest le amministrazioni si rivolgono all’&#8221;<a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=1741968">intelligenza collettiva</a>”, come direbbe Lévy, per coinvolgere il pubblico nella definizione di idee, di soluzioni e di proposte per meglio governare la cosa pubblica. Vediamo insieme alcune iniziative.</p>
<p>Le prime organizzazioni a ricorrere al meccanismo del contest sono state, come a volte accade, le aziende private. E cosi Salesforce, azienda che offre servizi di cloud computing, ha lanciato il portale <a href="http://success.salesforce.com/ideaHome?c=09a30000000D9xtAAC">IdeaExchange</a>, una piattaforma tramite la quale i consumatori possono suggerire nuovi prodotti o miglioramenti dei servizi esistenti e interagire con l’azienda e con gli altri clienti. Un’esperienza simile l’ha lanciata Dell Computers con il suo <a href="http://www.ideastorm.com/">Ideastorm</a>, attraverso cui gli utenti possono partecipare allo sviluppo di nuovi modelli pubblicando idee e suggerimenti.</p>
<p>Ma, come dicevamo, anche la Pubblica Amministrazione ha ben presto fatto proprio il metodo, dando vita ad un ricco patrimonio di iniziative. Tra i primi, il governo del Stati Uniti. Nel 2009, all’indomani della nota iniziativa del presidente Obama &#8220;<a href="http://www.whitehouse.gov/the_press_office/Transparency_and_Open_Government">Memorandum on Transparency and Open Government</a>&#8221; per un governo più trasparente, partecipativo e collaborativo, il <a href="http://opengov.ideascale.com/">contest</a> fu l’occasione per raccogliere idee e suggerimenti da parte dei cittadini tutti. Proprio grazie al successo dell’iniziativa, al primo contest ne sono seguiti degli altri. E così con <a href="http://openostp.ideascale.com/">Openostop</a> il Governo ha raccolto idee per realizzare l’Open Government Plan. Con l’iniziativa <a href="http://saveaward2010.ideascale.com/">SAVE</a> (Securing Americans’ Value and Efficiency) il Governo si è invece rivolto ai dipendenti pubblici per raccogliere idee per favorire il risparmio nella spesa pubblica e migliorare l’efficienza. Il ricorso alla raccolta di idee viene utilizzato anche per arricchire il dibattito su temi ed iniziative specifiche. E’ il caso di <a href="http://broadband.ideascale.com/">Broadband.gov</a>, usato dal Governo degli Stati Uniti per sostenere un approccio partecipato alla realizzazione del piano di sviluppo della banda larga del Paese, così come di <a href="http://grassroots.ideascale.com/">GrassRoots</a>, lanciato con l’obiettivo di raccogliere suggerimenti per la realizzazione della Green Agenda.</p>
<p>Lo strumento dei contest trova applicazione, anzi forse è la dimensione più propria, anche a livello urbano. La città di New York, non a caso da quando Goldsmith ne è diventato il vicesindaco, ha lanciato diversi contest pubblici. Ce ne siamo più volte occupati sul nostro portale. Cito, tra le diverse iniziative, <a href="http://saperi.forumpa.it/story/63162/change-us-nyc-la-citta-cambiata-da-noi">Change By Us</a> e <a href="http://saperi.forumpa.it/story/51335/nyc-simplicity-idea-market-perche-i-dipendenti-pubblici-lo-sanno-meglio">Simplicity Idea Market</a>, particolarmente interessanti per i metodi adottati e per gli obiettivi prefissati. Degna di nota anche l’iniziativa della più piccola città di Austin che con <a href="http://openaustin.ideascale.com/">Open Austin</a> si rivolge ai cittadini per raccogliere idee per migliorare il proprio sito internet risparmiando anche sui costi.</p>
<p>Ma non solo gli Stati Uniti si stanno muovendo in questo campo. Il governo della Repubblica Ceca ha addirittura redatto un <a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CBoQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.olidech-slidmi.cz%2Fen%2Fmanual-for-preparation-of-conpetition-about-people-with-people.aspx&amp;rct=j&amp;q=how%20to%20organise%20a%20best%20public%20partecipation%20contest&amp;ei=gV8lTpDUDMjRsgb-iKHJCQ&amp;usg=AFQjCNFYufBbXlQpXihKckocacg4N_3L9g&amp;sig2=JWb9cYKjkmaAJQ5wHv_d1g&amp;cad=rja">manuale</a> (in inglese) dal titolo “<em>How to organize a best public partecipation project contest for public</em>”.</p>
<p>E in Italia? Non ci crederete, ma sono diverse le iniziative in corso.<br />
Tra i soggetti pubblici il consiglio regionale del Veneto ha fatto da apripista con un’iniziativa finalizzata a realizzare una campagna di comunicazione per il progetto di <a href="http://iniziative.forumpa.it/expo10/officine/l-e-democracy-la-community-di-zooppait-advertising-user-generated-0">E-democracy</a>. Il Comune di Torino con il suo <a href="http://saperi.forumpa.it/story/51406/contest-open-data-torino-fino-al-21-marzo-si-raccolgono-idee-su-come-usare-i-dati">Open Data Contest</a> si è rivolto alla comunità degli sviluppatori per individuare le migliori applicazioni che usassero i dati messi a disposizione e resi pubblici dall’amministrazione comunale. La Regione Emilia Romagna con <a href="http://saperi.forumpa.it/story/60822/si-chiude-con-successo-liniziativa-ideamocracy-65-proposte-5-settimane">Ideamocracy</a> ha raccolto in poco più di un mese 65 idee per lo sviluppo di applicazioni web o mobile finalizzate a migliorare la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche.</p>
<p>Dal livello locale a quello nazionale: con 1252 proposte si è appena concluso <a href="http://saperi.forumpa.it/story/60539/tra-sette-giorni-parte-il-contest-line-il-logo-della-nuova-pa">il contest</a> del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione per raccogliere le migliori idee per la campagna di comunicazione sulle iniziative di riforma della PA avviate in questi tre anni di mandato, <a href="http://zooppa.it/contests/buono-lavoro">mentre è ancora in corso</a> quello lanciato da Italia Lavoro e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali per la creazione di una campagna di comunicazione sui Buoni Lavoro. Innovativo per il nostro Paese è invece <a href="http://www.appsforitaly.org/">Apps4Italy</a> lanciato grazie alla collaborazione di una serie di soggetti pubblici, privati e del non profit per promuovere applicazioni che utilizzino dati pubblici.</p>
<p>Dal punto di vista operativo, le diverse iniziative citate usano internet quale ambiente esclusivo di raccolta e gestione delle proposte tramite specifiche piattaforme commerciali o soluzioni ad hoc realizzate per l’occasione. Tra le piattaforme commerciali la più diffusa è sicuramente<em> Ideascale</em>, che ha una <a href="http://ideascale.com/opengov/">specifica politica di prezzi ed offerte</a> per la pubblica amministrazione. Altre piattaforme generaliste interessanti sono <a href="http://bubbleideas.com/">BubbleIdeas</a> (più orientata alle aziende) e <a href="http://uservoice.com/for/civic_engagement">UserVoice</a>, anch’essa invece con specifiche offerte per la PA (e infatti utilizzata dalla città di <a href="http://vancouver.uservoice.com/forums/56390-gc-2020">Vancouver</a> per una sua iniziativa). Accanto alle piattaforme generiche, soprattutto utilizzate per raccogliere idee e suggerimenti, esistono poi piattaforme specializzate per contest specialistici. E’ il caso dell’Italiana <a href="http://www.zooppa.it/">Zooppa</a> utilizzata per le campagne di comunicazione.</p>
<p>Ma aldilà delle diverse soluzioni tecniche alcuni<strong> principi </strong>sono comuni a tutte le soluzioni:</p>
<ul>
<li>Il coinvolgimento estensivo del pubblico di riferimento. I diversi contest prevedono non solo la raccolta di contributi ma anche di valutazioni e rating dei contributi stessi da parte dei partecipanti. Il pubblico a cui è rivolto il contest ha la possibilità di votare le idee o i contribut,i partecipando quindi alla selezione stessa delle idee migliori.</li>
<li>La dimensione non solo funzionale (raccolta di contributi) ma anche strumentale dei contest. Il contest diventa un formidabile strumento di comunicazione per l’ente che lo utilizza grazie alle capacità virali di internet. Ciascun contributo presentato in un contest può essere reindirizzato sui diversi social media (facebbok e twitter per primi) generando attenzione sul tema trattato. Nel valutare un contest, quindi, il primo riferimento è alla quantità e alla qualità dei contributi raccolti ma anche alla comunicazione che è stato in grado di generare.</li>
<li>I contest devono comunque prevedere un meccanismo premiale che può essere in denaro, in prodotti (spesso offerti da sponsor), in incarichi professionali.</li>
</ul>
<p>Per concludere due riflessioni di natura più politica.</p>
<p>Dal punto di vista politico non ci sono dubbi che i contest possono essere iniziative in grado di supportare la partecipazione civica nella creazione di valore pubblico. I contest rivolti ai dipendenti pubblici possono rafforzare il senso di identità e aiutare i governanti ad individuare cortocircuiti o raccogliere idee di coloro che sono impegnati quotidianamente a far funzionare un’organizzazione. I contest rivolti al pubblico in generale, nello stesso modo, possono aiutare a creare un rapporto di maggiore fiducia con i cittadini così come promuovere un approccio bottom up nella definizione di priorità e delle relative politiche pubbliche. I contest, infine, per prodotti e soluzioni hanno la capacità di far emergere soluzioni particolarmente creative a fronte, spesso, anche di un risparmio da parte dell’ente pubblico che dovrebbe al suo interno attivare procedure molto più dispendiose per raggiungere almeno gli stessi risultati.</p>
<p>I rischi, come in tutte le innovazioni, ci sono. In termini partecipativi il rischio è di creare una scorciatoia, tramite le nuove tecnologie, nel rapporto cittadino-ente che esclude tutti coloro, e non sono pochi, che non hanno accesso per diversi motivi agli strumenti telematici. In termini economici il rischio, soprattutto per i contest per prodotti e soluzioni, è che, piuttosto che essere un’occasione per l’emersione di nuove professionalità ed idee, i contest vadano a sostenere quella <a href="http://www.goodreads.com/book/show/498285.The_Cult_of_the_Amateur">cultura dell’amatore</a> fatta di buoni propositi ma anche di improvvisazione a discapito proprio delle professionalità consolidate o emergenti.</p>
<p>Come per tutte le tecnologie emergenti si tratta di gestirne i rischi per sfruttarne al massimo le potenzialità.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gdominici.wordpress.com/570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gdominici.wordpress.com/570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gdominici.wordpress.com/570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gdominici.wordpress.com/570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gdominici.wordpress.com/570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gdominici.wordpress.com/570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gdominici.wordpress.com/570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gdominici.wordpress.com/570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gdominici.wordpress.com/570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gdominici.wordpress.com/570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gdominici.wordpress.com/570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gdominici.wordpress.com/570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gdominici.wordpress.com/570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gdominici.wordpress.com/570/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=570&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La cultura dell’openness per una PA che si rinnova</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 18:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
				<category><![CDATA[opendata]]></category>
		<category><![CDATA[Processi innovativi]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cloudcomputing]]></category>
		<category><![CDATA[gcloud]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>È evidente che non possiamo rimanere fermi a guardare. La crisi che attanaglia la nostra come le principali economie mondiali si riflette sulla pubblica amministrazione che si trova ogni giorno a dover dare di più spendendo di meno. Ne abbiamo già parlato in diverse occasioni e l’ultima edizione di FORUM PA è stata l’opportunità per ospitare riflessioni e approfondimenti sull’attuale situazione e, soprattutto, su quali potrebbero essere i nuovi modelli operativi e gli strumenti in grado di dare nuova forma ed efficienza a una pubblica amministrazione in cerca di ruolo .</p>
<p>Non possiamo rimanere fermi pensando che superata la crisi tutto ricomincerà come prima. Gli ultimi anni hanno dimostrato che in crisi non sono solo i mercati ma anche i modelli operativi con cui fino ad oggi abbiamo gestito lo sviluppo e governato il territorio. Su queste pagine abbiamo in più momenti messo in evidenza programmi e politiche che in altri paesi sono stati avviati nel tentativo di sperimentare nuovi modelli di sviluppo.</p>
<p>È il caso della <a href="http://saperi.forumpa.it/story/51362/big-society-costruzione-da-londra-roma-istruzioni-l-uso">Big Society </a> portata avanti dal governo inglese di Cameron e così descritta da <strong>Nat Wei, </strong>Consulente capo del Governo di Cameron sul programma Big Society.: “una<strong> partnership </strong>che coinvolge il settore pubblico, il settore  privato e quello sociale<strong> centrata sui bisogni dei cittadini e delle comunità</strong> e non su quelli del governo&#8221;. Il punto è “costruire una società in cui sia assicurata una migliore qualità della vita, a partire dalla convinzione che spesso le persone sono capaci di risolvere i problemi che hanno a cuore, se <em>(e sottolinea se)</em> gli si fornisce il giusto supporto”.</p>
<p>Un approccio simile a quello portato avanti da Goldsmith con il suo “Governo della Rete” tema <a href="http://saperi.forumpa.it/story/50929/governare-con-la-rete">che ha dato il titolo</a> all’ultima edizione di FORUM PA e ben interpretato da Mauro Bonaretti in una lectio magistralis che abbiamo <a href="http://saperi.forumpa.it/story/61265/governare-la-rete-dalle-parole-ai-fatti">trascritto e pubblicato</a> per le nostre edizioni. Riflettendo sul nuovo ruolo dei Comuni nel governare il territorio, Bonaretti scrive: “Il Comune diviene il centro del governo di una rete di attori che, complessivamente e in modo concertato, si assumono collettivamente la responsabilità di realizzare un progetto strategico complessivo di territorio al di là degli specifici ruoli e interessi individuali. Così, se al pubblico viene chiesto di impegnarsi nello sviluppo economico, al di là delle proprie ristrette competenze amministrative, così agli altri attori viene chiesta l’assunzione di nuove responsabilità, rispetto all’equilibrio del sistema sociale e alla sostenibilità ambientale nel lungo periodo. Alle imprese viene chiesto di contribuire alla sostenibilità o al welfare locale, ad esempio attivando convenzioni con gli asili o le case protette per i familiari dei propri dipendenti oppure partecipando concretamente all’integrazione dei propri lavoratori stranieri. Nuovi progetti di welfare aziendale, integrati con le politiche locali, prendono il posto dei vecchi benefit o delle pratiche filantropiche. Così, nello stesso modo, le azioni dei soggetti del terzo settore escono dall’estemporaneità individuale e si connettono entro visioni condivise di benessere collettivo”.</p>
<p>Per ultime, le iniziative legate al tema dell’innovazione sociale a cui abbiamo dedicato sul nostro sito uno <a href="http://saperi.forumpa.it/story/57448/tutti-pazzi-l-innovazione-sociale">speciale dossier</a> continuamente aggiornato, raccogliendo materiali ed interviste su questo tema emergente. In <a href="http://saperi.forumpa.it/story/51354/innovazione-sociale-di-cosa-parliamo-quando-lo-diciamo">un’intervista Andrea Bassi</a><strong>così descrive questo approccio</strong><strong>: “</strong> Nel termine di innovazione sociale rientrerebbero <strong>nuovi modelli e pratiche di realizzazione di politiche pubbliche </strong>che vedono la compartecipazione delle persone che sono, poi, i soggetti oggetto delle politiche medesime. Il risultato principale di questa &#8220;applicazione&#8221; è la creazione di network che rimangono dopo (e a prescindere dal fatto) che i risultati di progetto siano stati del tutto o in parte raggiunti. Parlo, quindi, di reti durature e stabili sui territori.“</p>
<p>Tre approcci formalmente diversi, ma che condividono dimensioni e obiettivi per sostenere e sperimentare nuovi modelli e pratiche di governo pubblico. Tutti e tre gli approcci hanno in comune, infatti:</p>
<ul>
<li>La centralità per il capitale sociale e dei beni relazionali:</li>
<li>La partecipazione civica nella creazione di valore pubblico;</li>
<li>L’attenzione per i beni comuni;</li>
<li>La centralità delle reti sociali.</li>
</ul>
<p>L’importanza che è data a queste dimensioni presuppone l’acquisizione di una nuova centralità della pubblica amministrazione finalizzata a:</p>
<ul>
<li>Svolgere un ruolo attivo nella gestione della governance locale. Il coinvolgimento dei cittadini, delle imprese, delle associazioni nella gestione dei beni comuni presuppone un ruolo di guida e di governo dei diversi attori coinvolti;</li>
<li>Favorire e sostenere i fenomeni emergenti valorizzando le proposte che vengono dal basso e le iniziative spontanee. Un esempio è proprio <a href="http://saperi.forumpa.it/story/63162/change-us-nyc-la-citta-cambiata-da-noi">la recente iniziativa lanciata da Goldsmith nella città di New York</a>.</li>
<li>Facilitare l’empowerment di cittadini e comunità tramite programmi di formazione, la creazione di figure di</li>
<li>Investire in formazione interna così da adeguare le competenze di chi all’interno della pubblica amministrazione si trova ad affrontare nuove sfide per sostenere il passaggio da una organizzazione basata sulle procedure ad una organizzata per obiettivi. Come scrive Eggers <a href="http://saperi.forumpa.it/story/42414/riusciremo-mai-ad-andare-sulla-luna">si tratta di effettuare la transizione</a> da &#8220;rematori&#8221; a &#8220;timonieri&#8221;.</li>
</ul>
<p>Una centralità che la PA può acquisire anche grazie ad un accurato uso delle nuove tecnologie che facilitano la messa in comune di risorse fisiche e competenze quali l’open source, l’open data e il cloud computing [a tale proposito segnaliamo gli atti del convegno conclusivo di FORUM PA 2011 in cui si è parlato proprio di questo].</p>
<p>Nel caso più recente del Cloud Computing non a caso gran parte dei governi dei principali paesi occidentali ha avviato iniziative relative all’adozione di questo approccio in ambito governativo, il cosiddetto G-Cloud.<br />
Uno dei primi paesi a muoversi è stato il Canada con il suo “<a href="http://www.scribd.com/doc/20818613/Cloud-Computing-and-the-Canadian-Environment">Cloud Computing and the Canadian Environment</a>” presentato nel 2009. A seguire il noto documento di Vivek Kundra, Federal Chief Information Officer del governo degli Stati Uniti “<a href="http://www.cio.gov/pages.cfm/page/State-of-Public-Sector-Cloud-Computing">State of Public Sector Cloud Computing</a>”. Molto interessante, ancora, l’iniziativa portata avanti nel Regno Unito sintetizzata nel documento “<a href="http://www.cabinetoffice.gov.uk/resource-library/government-cloud">Government Cloud Programme</a>”, così come le iniziative dei governi <a href="http://www.finance.gov.au/e-government/strategy-and-governance/docs/final_cloud_computing_strategy_version_1.pdf">australiano</a>, <a href="http://www.dataguidance.com/news_1010.asp?id=1469">danese</a> e <a href="http://www.soumu.go.jp/main_sosiki/joho_tsusin/eng/Releases/Topics/pdf/090406_1.pdf">giapponese</a>.</p>
<p>In tutti questi casi, le tecnologie vengono utilizzate per accelerare dei processi di cambiamento i cui obiettivi comuni a tutte le iniziative sono:</p>
<ul>
<li>ridurre i costi di esercizio della macchina pubblica;</li>
<li>migliorare i servizi pubblici esistenti e introdurre di nuovi;</li>
<li>razionalizzare le risorse esistenti;</li>
<li>sostenere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro;</li>
<li>ridurre l’inquinamento.</li>
</ul>
<p>In Italia, purtroppo, ancora niente e alla crisi, particolarmente minacciosa in questi ultimi giorni, si risponde con tagli lineari che paralizzano l’attività pubblica. Per eliminare gli sprechi, dimostrano gli altri paesi, non è necessario o comunque sufficiente tagliare le spese ma è indispensabile investire in innovazione, intesa nel senso più ampio dal punto di vista culturale, organizzativo e tecnologico. Modelli e strumenti ci sono, si tratta “semplicemente” di farli propri.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gdominici.wordpress.com/573/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gdominici.wordpress.com/573/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gdominici.wordpress.com/573/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gdominici.wordpress.com/573/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gdominici.wordpress.com/573/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gdominici.wordpress.com/573/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gdominici.wordpress.com/573/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gdominici.wordpress.com/573/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gdominici.wordpress.com/573/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gdominici.wordpress.com/573/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gdominici.wordpress.com/573/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gdominici.wordpress.com/573/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gdominici.wordpress.com/573/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gdominici.wordpress.com/573/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=573&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Cloud Computing in progress</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 21:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città digitali]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gdominici.files.wordpress.com/2011/05/cloud-computing2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-539" title="Cloud computing" src="http://gdominici.files.wordpress.com/2011/05/cloud-computing2.jpg?w=500&#038;h=281" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gdominici.wordpress.com/528/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gdominici.wordpress.com/528/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gdominici.wordpress.com/528/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gdominici.wordpress.com/528/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gdominici.wordpress.com/528/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gdominici.wordpress.com/528/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gdominici.wordpress.com/528/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gdominici.wordpress.com/528/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gdominici.wordpress.com/528/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gdominici.wordpress.com/528/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gdominici.wordpress.com/528/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gdominici.wordpress.com/528/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gdominici.wordpress.com/528/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gdominici.wordpress.com/528/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=528&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Cloud computing</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Dove sono stato negli ultimi 6 mesi?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 17:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[privay]]></category>
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		<description><![CDATA[Me lo dice l&#8217;Iphone che ha registrato a mia insaputa tutti i movimenti! L&#8217;unica consolazione è che qualcosa gli è sfuggita.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=520&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://gdominici.wordpress.com/2011/04/20/dove-sono-stato-negli-ultimi-6-mesi/schermata-2011-04-20-a-19-29-09/' title='Schermata 2011-04-20 a 19.29.09'><img data-attachment-id='521' data-orig-size='933,625' data-liked='0'width="150" height="100" src="http://gdominici.files.wordpress.com/2011/04/schermata-2011-04-20-a-19-29-09.png?w=150&#038;h=100" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-04-20 a 19.29.09" title="Schermata 2011-04-20 a 19.29.09" /></a>
<a href='http://gdominici.wordpress.com/2011/04/20/dove-sono-stato-negli-ultimi-6-mesi/schermata-2011-04-20-a-19-51-44/' title='Schermata 2011-04-20 a 19.51.44'><img data-attachment-id='524' data-orig-size='986,568' data-liked='0'width="150" height="86" src="http://gdominici.files.wordpress.com/2011/04/schermata-2011-04-20-a-19-51-44.png?w=150&#038;h=86" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-04-20 a 19.51.44" title="Schermata 2011-04-20 a 19.51.44" /></a>

<p>Me lo dice l&#8217;Iphone <a href="http://www.macrumors.com/2011/04/20/researchers-disclose-iphone-and-ipad-location-tracking-privacy-issues/">che ha registrato a mia insaputa tutti i movimenti</a>! L&#8217;unica consolazione è che qualcosa gli è sfuggita.</p>
<p><a href="http://gdominici.files.wordpress.com/2011/04/schermata-2011-04-20-a-19-29-09.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-521" title="Schermata 2011-04-20 a 19.29.09" src="http://gdominici.files.wordpress.com/2011/04/schermata-2011-04-20-a-19-29-09.png?w=500&#038;h=334" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gdominici.wordpress.com/520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gdominici.wordpress.com/520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gdominici.wordpress.com/520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gdominici.wordpress.com/520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gdominici.wordpress.com/520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gdominici.wordpress.com/520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gdominici.wordpress.com/520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gdominici.wordpress.com/520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gdominici.wordpress.com/520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gdominici.wordpress.com/520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gdominici.wordpress.com/520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gdominici.wordpress.com/520/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gdominici.wordpress.com/520/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gdominici.wordpress.com/520/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=520&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ma di quale egov stiamo parlando?</title>
		<link>http://gdominici.wordpress.com/2010/12/23/ma-di-quale-egov-stiamo-parlando/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 12:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[e-government]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Settimana ricca di stimoli, questa, in merito al tema dell’e-government. Il 15 dicembre la Commissione Europea ha rilasciato l’Action Plan per l’e-Government 2011-2015. Lunedi mattina il Ministro Brunetta ha presentato il primo Rapporto e-GOV Italia e anticipato i risultati del nono Benchmark sui servizi pubblici europei on line di Capgemini. Cominciamo proprio da quest’ultimo. Per capire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=517&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Settimana ricca di stimoli, questa, in merito al tema dell’e-government. Il 15 dicembre la Commissione Europea ha rilasciato l’<a href="http://ec.europa.eu/information_society/activities/egovernment/action_plan_2011_2015/index_en.htm">Action Plan per l’e-Government 2011-2015</a>. Lunedi mattina il Ministro Brunetta ha presentato il primo <a href="http://saperi.forumpa.it/story/51128/il-ministro-brunetta-presenta-il-rapporto-e-gov-2010-litalia-e-leader-europeo-nei">Rapporto e-GOV Italia</a> e anticipato i risultati del nono Benchmark sui servizi pubblici europei on line di Capgemini.</p>
<p>Cominciamo proprio da quest’ultimo. Per capire meglio sarà necessario  aspettare la pubblicazione del rapporto, ma da quello che è stato  anticipato<strong> sembra</strong> che nel ranking relativo alla piena disponibilità online dei venti servizi pubblici<a name="_ftnref1" href="http://saperi.forumpa.it/story/51137/ma-di-quale-egov-stiamo-parlando#_ftn1">[1]</a> destinati al cittadino e alle imprese l’Italia sia prima in Europa,  registrando un salto in avanti, rispetto allo scorso anno, di più del  25%. Se ben capiamo, significa che per la totalità dei servizi  considerati (tanto per fare un esempio sono compresi anche quelli  sanitari come le procedure per effettuare una prenotazione presso una  struttura ospedaliera ufficialmente riconosciuta dalle autorità  nazionali, regionali o locali), in Italia è possibile, non solo avere  informazioni on line, ma anche completare l’intera procedura, compreso  il pagamento. Accipicchia!</p>
<p>Nell’attesa di capire meglio i risultati e, soprattutto, la  metodologia e l’attendibilità della rilevazione conviene concentrarsi  sul lavoro presentato dal Ministro Brunetta: il primo <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/dicembre/20122010-brunetta-rapporto-e-gov2010.aspx">Rapporto e-gov</a> Italia curato da DigitPA e dal Dipartimento per la Digitalizzazione  della PA e l’‘innovazione Tecnologia della Presidenza del Consiglio dei  Ministri. Il rapporto è molto ampio e completo ed è focalizzato sul  processo di modernizzazione tecnologica della Pubblica Amministrazione  italiana. Un prima lettura veloce ci restituisce il panorama che  conosciamo. Solo per fare dei parzialissimi esempi:</p>
<ul>
<li>Nei comuni con siti web istituzionale, il<strong> 90% fornisce informazioni</strong>, il <strong>68% permette l’acquisizione di modulistica</strong>, il <strong>15% permette l’inoltro on line</strong> di moduli mentre solo il <strong>7% permette la conclusione on line</strong> dell’intera procedura;</li>
<li>I comuni che consentono pagamento on-line sul  sito web istituzionale sono poco più del 20% con un picco della  Provincia di Bolzano dove gli enti locali che ricorrono alle transazioni  elettroniche sono quasi il 40%;</li>
<li>I Comuni che effettuano monitoraggio  sull’utilizzo dei servizi offerti via web sono meno del 30%. Anche in  questo caso ci sono delle realtà avanzate (di nuovo la provincia  autonoma di Bolzano) e dei territori che arrancano con valori ben al di  sotto della media nazionale;</li>
<li>le aule scolastiche con accesso ad internet sono poco più del 10% .</li>
</ul>
<p>Qual è, dunque, la situazione? Siamo traino o rimorchio nell’ambito  dell’ampio processo europeo verso una società dell’informazione basata  anche e soprattutto su una pubblica amministrazione moderna ed  efficiente? Probabilmente nessuno dei due.</p>
<p>Come gran parte dei paesi occidentali stiamo vivendo un periodo di  disorientamento alla ricerca di nuovi modelli operativi all’interno dei  quali la pubblica amministrazione possa giocare un ruolo centrale nel  sostenere la ripresa economica offrendo di più, in termini di servizi, e  spendendo meno. <strong>Il futuro, anche del nostro paese, non sarà  determinato dal posto in classifiche che oramai fanno riferimento a  processi senza futuro operativo, ma dalla capacità di trovare nuove  forme organizzative in grado di gestire la complessità attuale</strong>.</p>
<p>Da questo punto di vista un contributo utile può arrivare dal terzo  documento citato: l’Action Plan per l’e-government rilasciato dalla  Commissione Europea [<a href="http://saperi.forumpa.it/sites/all/files/documents/file/portal/allegati_articoli/2010/actionplan_it.pdf"><strong>qui trovate</strong> </a>la traduzione in italiano del documento, che sul sito della Commissione manca].</p>
<p>SI legge nel Piano: “Esiste un’evidente necessità di effettuare la  transizione verso un modello più aperto di concezione, produzione e  offerta di servizi in linea, sfruttando le possibilità offerte dalla  collaborazione fra cittadini, imprenditori e società civile. La  combinazione di nuove tecnologie, specifiche aperte, architetture  innovative e la disponibilità delle informazioni del settore pubblico  può avere un grande valore per i cittadini che dispongono di minori  risorse”.</p>
<p>E ancora: il Piano: “mira a massimizzare la natura complementare  degli strumenti politici nazionali e dell’Unione , sostenendo la  transizione dell’attuale eGovernment verso una nuova generazione di  servizi di amministrazione digitale aperti, flessibili e collaborativi a  livello locale, regionale, nazionale ed europeo, per conferire nuove  responsabilità ai cittadini e alle imprese”.</p>
<div>Su Saperi Pa trovi il <a href="http://saperi.forumpa.it/story/51130/egov-europeo-abbastanza-open-david-osimo-su-action-plan-2011-2015">commento di David Osimo all&#8217;Action Plan 2011 &#8211; 2015. &#8220;eGov europeo. Abbastanza &#8220;open&#8221;?</a></div>
<p>Per raggiungere questi obiettivi il Piano individua una serie di  priorità e di azioni con le relative scadenze fino al 2015. Ne  riparleremo presto, e approfondiremo nel dettaglio, ma quello che qui  preme mettere in evidenza è la natura politica del documento. I servizi  di egovernment che ci ostiniamo a misurare seguono una logica non più  applicabile ai livello nazionale e internazionale. Ne <a href="http://saperi.forumpa.it/story/49593/e-government-indietro-tutta">abbiamo parlato più volte</a> (<a href="http://saperi.forumpa.it/story/33704/la-prematura-fine-delle-citta-digitali">più o meno sono tre anni che ne parliamo</a>) sottolineando la necessità di un nuovo modello per intendere i servizi pubblic on line.</p>
<p>L’Action Plan può essere un primo passo, una visione comune per  stabilire obiettivi e strumenti da condividere. Non continuiamo ad  accanirci su un progetto di egovernment oramai morto, a misurare le  ultime esalazioni di un progetto senza sostenibilità, andiamo oltre, e  al più presto.</p>
<div>
<hr size="1" />
<div id="ftn1">
<div><a name="_ftn1" href="http://saperi.forumpa.it/story/51137/ma-di-quale-egov-stiamo-parlando#_ftnref1">[1]</a> I 20 servizi pubblici analizzati dall’indagine Capgemini (edizione 2009)</div>
<div>1.Denunce alla polizia. Procedura per la denuncia ufficiale di un  furto di beni personali (ad es. furto dell’auto o furto con scasso  nell’abitazione) presso un ufficio di polizia locale.</div>
<div>2. Iscrizione registro delle Imprese. Procedura d’iscrizione per avviare una nuova società</div>
<div>3. Immatricolazioni auto. Procedura per immatricolare un’auto nuova, usata o d’importazione.</div>
<div>4. Documenti personali. Procedura per ottenere un passaporto  internazionale e per una patente per la guida di un veicolo privato non  adibito a uso professionale.</div>
<div>5. Permessi di costruzione. Procedura per ottenere un permesso di  costruzione o di ristrutturazione per un immobile privato (richiesta  regolare, iniziale, ossia senza considerare eventuali contestazioni e  appelli).</div>
<div>6. Gare d’appalto pubbliche. Procedura per bandi e gare d’appalto pubbliche, soggetti a pubblicazione a livello nazionale.</div>
<div>7. Imposte sul reddito. Procedura per la dichiarazione delle imposte sul reddito da lavoro dipendente.</div>
<div>8. Sicurezza sociale. Procedura per ottenere prestazioni della  sicurezza sociale, quali: Sussidio di disoccupazione; Assegno familiare;  Spese mediche; Borse di studio.</div>
<div>9. Imposte sulle società. Procedura per la dichiarazione delle  imposte sulle società per i redditi derivanti dalle normali attività di  un’impresa.</div>
<div>10. IVA. Procedura per la dichiarazione IVA e/o per la notifica delle transazioni relative alle normali attività di un’impresa.</div>
<div>11. Dichiarazioni doganali. Procedura per le dichiarazioni doganali relative alle normali attività di un’impresa.</div>
<div>12. Ricerca lavoro. Procedura per la raccolta di offerte di lavoro a cura dei centri per l’impiego.</div>
<div>13. Contributi previdenziali. Procedura per la dichiarazione dei  contributi previdenziali versati dalle imprese a favore dei dipendenti.</div>
<div>14. Biblioteche pubbliche. Procedura per la consultazione dei  cataloghi di una biblioteca pubblica per ottenere informazioni  specifiche riguardo a un determinato supporto.</div>
<div>15. Iscrizioni scolastiche. Procedura per l’iscrizione di studenti a  Università o altri istituti di istruzione superiore finanziati da un  ente amministrativo ufficiale del Paese.</div>
<div>16. Dati statistici. Procedura per la presentazione di almeno un  questionario a fini statistici presso l’Istituto nazionale di statistica  del Paese interessato.</div>
<div>17. Certificati. Procedura per l’ottenimento di un certificato di  nascita o di matrimonio (in alcuni Paesi può trattarsi di un documento  estratto dal registro anagrafico nazionale).</div>
<div>18. Servizi Sanitari. Procedura per effettuare una prenotazione  presso una struttura ospedaliera ufficialmente riconosciuta dalle  autorità nazionali, regionali o locali.</div>
<div>19. Comunicazione di trasferimento. Procedura per la comunicazione  della variazione di indirizzo di un privato che si trasferisce  all’interno del Paese.</div>
<div>20. Autorizzazioni ambientali. Procedura per ottenere almeno  un’autorizzazione ambientale, emessa dal livello amministrativo più  basso, relativa all’avvio di un’attività aziendale (senza considerare  eventuali contestazioni e appelli)</div>
</div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gdominici.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gdominici.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gdominici.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gdominici.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gdominici.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gdominici.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gdominici.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gdominici.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gdominici.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gdominici.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gdominici.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gdominici.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gdominici.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gdominici.wordpress.com/517/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=517&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dal castello alla rete. Ovvero la Pa nell&#8217;era Facebook.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 12:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[l più recente è il &#8220;caso Lazio&#8221;: a metà ottobre scorso il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, vieta, tramite due specifiche direttive, l&#8217;accesso a Facebook e ad altri siti &#8220;non rilevanti&#8221; ai tremila dipendenti della Regione Lazio. La motivazione a sostegno della decisione è stata tanto semplice quanto disarmante: gli impiegati passano troppo tempo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=515&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l più recente è il &#8220;caso Lazio&#8221;: a metà ottobre scorso il Presidente  della Regione Lazio, Renata Polverini, vieta, tramite due specifiche  direttive, l&#8217;accesso a Facebook e ad altri siti &#8220;non rilevanti&#8221; ai  tremila dipendenti della Regione Lazio. La motivazione a sostegno della  decisione è stata tanto semplice quanto disarmante: gli impiegati  passano troppo tempo, in orario di lavoro, sui social media. Le reazioni  sono state molteplici con l&#8217;inevitabile tendenza a posizioni manichee.  D&#8217;altronde siamo sempre stati un popolo a cui piace schierarsi e  contrapporsi: dai tempi storici e gloriosi degli “alfisti contro i  lancisti” (mi riferisco alle automobili quando erano due marche  diverse), dai sostenitori di “Coppi contro Bartali”, alle  contrapposizioni meno edificanti contemporanee dei “fannullonisti contro  i garantisti”. Non si cerca la dialettica, la comprensione, la  contestualizzazione delle fenomenologie ma si arriva direttamente alla  sintesi.</p>
<p>Mi ha colpito, tra gli altri, il commento di Andrea Di Maio, autorevole  sostenitore dei processi di modernizzazione della pubblica  amministrazione in ambito internazionale, che nel suo blog ha <a href="http://blogs.gartner.com/andrea_dimaio/2010/10/16/governor-blocks-access-to-facebook-certainly-backward-but-a-heck-of-a-problem-to-solve/">commentato la notizia</a> difendendo nella sostanza la decisione perché considerata inevitabile  in un contesto in cui i vertici apicali della pubblica amministrazione  non sono in grado di valutare l’operato dei propri dipendenti in termini  di risultati ed obiettivi. In sintesi, poiché i dirigenti non sono  capaci di dirigere è meglio punire i dipendenti limitando la loro  discrezionalità.</p>
<p>Cosa vuol dire? Che se in tutto il mondo la pubblica amministrazione  sta sperimentando nuove forme organizzative, possibili proprio grazie  alle tecnologie dei social media, in Italia è meglio consigliare un  arroccamento che tenga buoni i fannulloni? Quale è il modello  organizzativo a cui si ispira la gestione pubblica?</p>
<p>Parafrasando (o, meglio, stravolgendo) il titolo dello <a href="http://www.anobii.com/books/Il_castello_e_la_rete/013f3b6904356c7f31/">storico libro di Butera</a>,  sembra che il modello emergente da noi debba essere &#8220;Dalla Rete al  Castello&#8221;, ovvero dell&#8217;isolamento dei nostri impiegati pubblici da  dinamiche che, in altri Paesi, stanno avvicinando la pubblica  amministrazione ai linguaggi dei cittadini e che da noi, invece, vengono  considerate una minaccia per la produttività.</p>
<p>Ma, forse, anche il Castello rischia di non essere sufficientemente  protettivo, perché se mette al riparo dalle minacce esterne, quale la  Rete, rischia di non garantire il controllo sulla fuga dalle sue spesse  mura verso bar e supermercati, sempre pronti ad accogliere e distogliere  i moderni traditori.</p>
<p>Per fortuna che esistono i tornelli, che ci danno la possibilità di  emanciparci verso una struttura organizzativa e di controllo ben più  moderna ed efficace di quella del Castello e cioè quella del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panopticon">Panopticon,</a> il carcere ideale ideato da Jeremy Bentham [ne avevo già parlato in un <a href="http://saperi.forumpa.it/story/41871/il-vento-caldo-del-nord-est">precedente editoriale</a>].<br />
Applicando il modello del Panopticon, così come ha fatto <a href="http://www.anobii.com/books/Sorvegliare_e_punire/9788806460112/0152d54694ad854b80/">Michel Foucault </a>nel  descrivere le organizzazioni sociali moderne, alla nostra pubblica  amministrazione, possiamo ottenere un formidabile controllo sull’operato  dei dipendenti “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panopticon">modificando così indelebilmente il loro carattere</a>”.</p>
<p>Ma è questo che vogliamo? Non credo proprio, così come sono convinto,  al di là della provocazione, che quello descritto non sia il modello a  cui vogliono ispirarsi i nostri governanti. Si tratta di prendere atto  dei cambiamenti oramai inesorabili e condividere una visione comune  della forma e del ruolo che dovrebbe avere una pubblica amministrazione  moderna, individuando e rimuovendo tutti gli ostacoli che ne impediscono  la realizzazione.</p>
<p>Mind the gap! quindi, come abbiamo detto <a href="http://saperi.forumpa.it/story/51038/capitolo-4-mind-gap-please">nello scorso editoriale</a>, se vogliamo non inciampare proprio appena prima che il treno parta.</p>
<p>Mind the gap! <strong>nel campo dei social media</strong>, dove ci  piacerebbe vedere una pubblica amministrazione che incentivi i propri  dipendenti a usare Facebook per raggiungere il pubblico a cui si  riferisce e a offrire servizi integrati nei social media, come sta  avvenendo nella gran parte degli altri Paesi avanzati.</p>
<p>Mind the gap! <strong>nel campo dei dati pubblici</strong>, per una  pubblica amministrazione che stimoli l’iniziativa privata (profit o non  profit che sia) nella produzione di servizi ai cittadini e alle imprese  mettendo a disposizione i propri dati. Una pubblica amministrazione che  sposi, quindi, i principi dell’open government promuovendo trasparenza,  collaborazione e partecipazione.</p>
<p>Mind the gap! <strong>nel campo della ricerca e del trasferimento tecnologico</strong>,  per un sistema che consideri l’innovazione come fattore determinante  per la crescita e lo sviluppo e che favorisca la nascita di imprese  innovative.</p>
<p>Mind the gap! <strong>nei rapporti con i cittadini</strong>, per un  pubblica amministrazione che consideri la partecipazione civica elemento  imprescindibile nella creazione di valore pubblico.</p>
<p>Mind the gap!, infine, <strong>nel campo della gestione delle risorse umane</strong> dove la cultura, appunto, del controllo deve finalmente lasciare lo  spazio al merito e alla valutazione, alla responsabilità, alla  condivisone di obiettivi, alla verifica dei risultati. A tale fine il  quadro legislativo, almeno quello nazionale, è completo. Manca però la  prassi e spesso manca la coerenza interna.<br />
La cultura della valutazione non può essere assunta a metà, magari solo  nel giorno in cui si dovranno distinguere i livelli di performance: essa  deve essere pervasiva e quindi deve dettare tutti i comportamenti  organizzativi. In questo senso sia i tornelli fisici, che prima citavamo  “<em>quia absurdum</em>”, sia i tornelli virtuali, che limitano gli  accessi ad Internet, non possono che essere false scorciatoie, in realtà  deviazioni fuorvianti, rispetto al compito di orientare tutta la  gestione e lo sviluppo delle risorse umane ad un corretto ciclo della  performance e, quindi, ad una reale e coraggiosa azione di valutazione  dei risultati in termini di output (efficienza), ma anche di outcome  (efficacia).<br />
Dalla dirigenza apicale, specie se politica, non vorremmo mai aspettarci  soluzioni semplicistiche né porte sbarrate. Vorremmo invece sentir dire  ai lavoratori pubblici: “impegnatevi nell’usare intelligentemente e  creativamente tutti i mezzi che la tecnologia vi mette a disposizione,  così come noi ci impegneremo a valutare senza pregiudizi i vostri  risultati”.</p>
<p>Potremmo andare ancora avanti ma qui ci preme mettere in evidenza  solo gli argomenti principali della prossima edizione della  Manifestazione che, insieme a voi, cercheremo di trattare e di  approfondire <strong>con la speranza di sostenere il cambiamento di questa pubblica amministrazione dalla forma del Castello a quella della Rete</strong>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gdominici.wordpress.com/515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gdominici.wordpress.com/515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gdominici.wordpress.com/515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gdominici.wordpress.com/515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gdominici.wordpress.com/515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gdominici.wordpress.com/515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gdominici.wordpress.com/515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gdominici.wordpress.com/515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gdominici.wordpress.com/515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gdominici.wordpress.com/515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gdominici.wordpress.com/515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gdominici.wordpress.com/515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gdominici.wordpress.com/515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gdominici.wordpress.com/515/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=515&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nasce datagov.it</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 09:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce oggi datagov.it un’iniziativa mirata a sostenere la difffusione della cultura e delle pratiche dell’open government in Italia. Nasce, come gran parte delle iniziative innovative, dal basso, da un gruppo di cittadini, riuniti nell’Associazione Italiana per l’Open Government, “impegnati quotidianamente, con diverse modalità e professionalità, a promuovere l’innovazione all’interno del Paese e in particolar modo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=507&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Nasce oggi <a href="http://datagov.it/">datagov.it</a> un’iniziativa mirata a sostenere la difffusione della cultura e delle pratiche dell’open government in Italia. Nasce, come gran parte delle iniziative innovative, dal basso, da <a href="http://www.datagov.it/?page_id=6">un gruppo di cittadini</a>,  riuniti nell’Associazione Italiana per l’Open Government, “impegnati  quotidianamente, con diverse modalità e professionalità, a promuovere  l’innovazione all’interno del Paese e in particolar modo della Pubblica  Amministrazione in tutte le sue dimensioni centrali e territoriali.”</p>
<p style="text-align:justify;">La  prima iniziativa con la quale l’Associazione si presenta è la  realizzazione del Manifesto per l’Open Government quale strumento di  stimolo per la diffusione, in Italia,  di una cultura della  partecipazione.</p>
<p>Qui  <a href="http://www.datagov.it/"> la versione completa del Manifesto</a>:</p>
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		<title>MiaPA</title>
		<link>http://gdominici.wordpress.com/2010/10/26/miapa/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 10:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[e-democracy]]></category>
		<category><![CDATA[e-governance]]></category>
		<category><![CDATA[e-government]]></category>
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		<category><![CDATA[modernizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Processi innovativi]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Di MiaPA abbiamo parlato ampiamente, qui di seguiro le slides di presentazione dell&#8217;iniziativa &#160;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=501&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di MiaPA abbiamo<a href="http://saperi.forumpa.it/story/50925/e-nata-miapa-il-ministro-brunetta-presenta-la-pa-su-mobnotes"> parlato ampiamente</a>, qui di seguiro le slides di presentazione dell&#8217;iniziativa</p>
<p>&nbsp;</p>
<iframe src='http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/5564108' width='627' height='514'></iframe>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gdominici.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gdominici.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gdominici.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gdominici.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gdominici.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gdominici.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gdominici.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gdominici.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gdominici.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gdominici.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gdominici.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gdominici.wordpress.com/501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gdominici.wordpress.com/501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gdominici.wordpress.com/501/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=501&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il cittadino al centro</title>
		<link>http://gdominici.wordpress.com/2010/10/21/il-cittadino-al-centro/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 09:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Processi innovativi]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[In termini programmatici è difficile trovare qualche amministratore pubblico che non metta al centro del proprio operato i cittadini a cui si dovrebbe riferire. In termini pratici, lo scollamento tra azione pubblica e popolazione amministrata è sempre più ampio. Anche la &#8220;speranza tecnologica&#8221; sembra tradita. Negli ultimi venti anni, infatti, in modo ricorrente, ci siamo appellati al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=498&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In termini programmatici è difficile trovare qualche amministratore  pubblico che non metta al centro del proprio operato i cittadini a cui  si dovrebbe riferire. In termini pratici, lo scollamento tra azione  pubblica e popolazione amministrata è sempre più ampio. Anche la  &#8220;speranza tecnologica&#8221; sembra tradita. Negli ultimi venti anni,  infatti, in modo ricorrente, ci siamo appellati al presunto potere  taumaturgico delle nuove tecnologie confondendo il fine con il mezzo,  pensando che l&#8217;innovazione potesse essere relegata agli uffici dei  sistemi informativi piuttosto che promossa e sostenuta dalle giunte  politiche e dai decisori pubblici. E i risultati sono quelli che tutti  possiamo vedere: la tecnologia, in Italia, non ha avvicinato in modo  sostanziale i cittadini ai loro governanti, non ha sviluppato una nuova  dimensione di cittadinanza (quella digitale), non ha arricchito le  dinamiche della convivenza civile.</p>
<p>Questo risulta ancora più  evidente se ci confrontiamo con quello che  sta accadendo, invece,  soprattutto in alcuni paesi di cultura  anglosassone quali gli Stati  Uniti, il Regno Unito, l&#8217;Australia.  Perché, allora, in altri paesi la tecnologia è riuscita a promuovere  l&#8217;innovazione quando in Italia, invece, ci troviamo davanti ad una  rivoluzione incompiuta?<a href="http://saperi.forumpa.it/story/50914/il-cittadino-al-centro#_1_"></a> Perché  quei paesi non cadono nella trappola del determinismo tecnologico per  cui è la tecnologia a indurre il cambiamento sociale ma esattamente il  contrario: è l&#8217;innovazione sociale, politica e culturale che usa la  tecnologia per meglio sostenere il cambiamento.</p>
<p>Tornando al  coinvolgimento dei cittadini, sono paesi con una  profonda tradizione di  ascolto, di coinvolgimento del pubblico nella  gestione della cosa  pubblica basata su principi, regolamenti e  metodologie concrete che, nel  loro insieme, hanno contribuito a creare  una solida cultura  partecipativa.</p>
<p><a href="http://saperi.forumpa.it/story/50914/il-cittadino-al-centro">Articolo completo</a></p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gdominici.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gdominici.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gdominici.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gdominici.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/gdominici.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/gdominici.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/gdominici.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/gdominici.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gdominici.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gdominici.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gdominici.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gdominici.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gdominici.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gdominici.wordpress.com/498/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gdominici.wordpress.com&amp;blog=323723&amp;post=498&amp;subd=gdominici&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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