Il vento caldo del nordest

Si sono da poco conclusi due eventi in Veneto che ci hanno visto tra i promotori e dai quali sono scaturiti interessanti spunti sul tema dell’Amministrare 2.0 e per la costruzione del Manifesto. Il primo incontro si è tenuto a Padova in occasione del Forum dell’ Innovazione organizzato da FORUM PA insieme al Ministero  per la pubblica amministrazione e l’innovazione e alla Regione Veneto.

Diverse le cose sentite e viste nel campo dell’e-gov per cui provo a fare un primo bilancio a freddo. Le eccellenze che questo primo territorio ci ha presentato sono interessanti, mature ma, forse, sotto alcuni aspetti superate se viste in termini di prospettiva. Diversi i sistemi informativi territoriali presentati basati prevalentemente sulla raccolta,sull’elaborazione e la rappresentazione grafica dei dati. Sistemi maturi, appunto, frutto di un buon utilizzo dell’informatica a livello territoriale che sollevano (e solo a volte risolvono ) i problemi classici di un approccio industriale all’informatizzazione: banche dati che non comunicano, la mancanza di standard, questioni di sicurezza relative alla detenzione centralizzata dei dati.

Fino a qualche mese fa, seguendo una logica basata sull’innovazione incrementale e sull’ottimizzazione dei processi avviati avrei detto che è necessario uno sforzo maggiore magari di coordinamento, per valorizzare le esperienze in corso ma i nuovi approcci che si stanno imponendo nei confronti dei dati publici proposti in ambito internazionale ci impongono di riflettere se la strada fino ad oggi intrapresa sia quella giusta o se, come sempre più spesso viene evocato, sia necessario un cambio completo di paradigma. A questo proposito interessante la metafora utilizzata da Fabrizio Panozzo (Docente di Economia delle Amministrazioni Pubbliche e City Management, Università Ca’ Foscari) intervenendo al workshop su Merito, valutazione e trasparenza che possono essere ben utilizzate per descrivere la cultura telematica attuale all’interno delle pubbliche amministrazioni: quella del panopticon. Come è noto per Jeremy Bentham “l’idea alla base del Panopticon (“che fa vedere tutto”) era quella che – grazie alla forma radiocentrica dell’edificio e ad opportuni accorgimenti architettonici e tecnologici – un unico guardiano potesse osservare (optikon) tutti (pan) i prigionieri in ogni momento”. E’ una metafora forte ma che ben sintetizza l’attuale logica sottesa alla gestione dei dati pubblici. Un soggetto, una struttura raccoglie i dati di tutti gli altri senza che questi possano intervenire o sapere cosa è stato visto o raccolto. Una logica che ha spesso prodotto delle anomalie per cui, ad esempio all’interno della pubblica amministrazione, il “guardiano ” non condivide le informazioni nemmeno con gli altri uffici all’interno dello stesso ente.

Il secondo evento che ha contributo a sollevare questo vento caldo di idee e di riflessioni proveniente dal nordest è stato il Veneziacamp 2009 “tre giorni di condivisione, confronto e crescita; per promuovere i temi dell’innovazione e dell’etica per la cittadinanza digitale”. Tanti gli eventi e gli incontri ma vorrei soffermarmi, perché in linea con il ragionamento avviato, sull’incontro di lavoro organizzato sul Manifesto per l’Amministrazione 2.0. L’idea del Manifesto sta piacendo. Sono molti gli enti locali che ci hanno chiesto di sottoscriverlo così come sono tante le idee scaturite per far si che il Manifesto possa essere più incisivo possibile all’interno dell’attuale fase di modernizzazione della PA italiana. Una nuova versione del documento emendata sarà presto disponibile e includerà un punto dal quale tutti sono stati concordi è oramai impossibile prescindere: quello, appunto, della trasparenza e dell’accesso ai dati pubblici. Ne parla oggi anche David Osimo in un’intervista pubblicata sul nostro portale elaborando, tra le altre cose il concetto per cui le pubbliche amministrazioni dovrebbero gestire i dati creando “piattaforme finalizzate alla creazione di valore pubblico”. Come evidenzia Osimo questo non significa che i cittadini si debbano sostituire alla PA ma che diventano parte integrante per la creazione di valore.

E’ evidente, da quest’ottica, la necessità di cambio di paradigma che più volte abbiamo sostenuto: passare dal principio del panopticon a quello dell’anopticon per cui sono i “sorvegliati” o , uscendo dalla metafora, i cittadini che vedono cosa accade all’interno della pubblica amministrazione, che partecipano alla raccolta dei dati e alla loro elaborazione e diffusione.

Amministrare 2.0 a Venezia

Ci siamo, il prossimo 23 ottobre inizia Veneziacamp: Tre giorni di futuro in quella che è stata la prima fabbrica al mondo: l’Arsenale di Venezia. 3.000 metri quadri divisi in tre aree allestite con stand, community area, sale convegni, clusters. Innovazione e cittadinanza digitale, luogo di incontro per il “Popolo della Rete”ma non solo; le tre giornate prevedono una serie di convegni, tavole rotonde e seminari in cui verranno illustrati , tra gli altri, Best Practice mondiali per l’e-democracy,strategie di comunicazione per la PA, visioni condivise per favorire la modernizzazione della PA digitale.

Tra le tante iniziative, il primo giorno alle 10 in sala Galeazze , il tavolo di lavoro sul Manifesto Amministrare 2.0.

Temi che affronteremo
- Valutazione, commenti, osservazioni al Manifesto.
- Valutazione , commenti, osservazione al Programma di lavoro dei prossimi mesi
- Raccolta delle dichiarazioni di interesse da parte degli attori pubblici e privati presenti a sottoscrivere il Manifesto
- Raccolta di testimonianze di iniziative portate avanti o in via di definizione dai diversi attori locali riconducibili al tema dell’Amministrare 2.0

Organizzazione dei lavori
Per questo incontro seguiremo una logica semistrutturata: una presentazione iniziale mia e di Gianluigi Cogo, un giro di tavolo tra coloro che si sono prenotati a parlare (per ora: Dott. Andrea Pellizzari, Ass.to all’Innovazione ed e-government – Provincia di Vicenza, Dott. Pierfranco Maffè, Ass.to Società Partecipate e Sistema Culturale, Comunicazione, Organizzazione, Progetti di e-government, Relazioni Internazionali del Comune di Monza, Dott. Mario Marini, Assessore con delega alla Comunicazione del Comune di Parma, Dott. Carmine Santalco, Ass.to alle politiche di e-Government del Comune di Messina, Dott.ssa Sabrina Franceschini, Servizio Sistemi Informativi della Regione Emilia Romagna, Ing. Walter Baldassi, Direttore Generale Venis, Dott. Michele Lo Squadro, Project Manager – CST Provincia di Matera, Dott. Giorgio Pellitteri, Direzione Sistemi Informativi del Comune di La Spezia, Dott. Pierluigi Piva e Dott.ssa Barbara Valente, Gartner Italia, Dott. Eros Guareschi, Responsabile Sistemi Informativi del Comune di Reggio Emilia, Dott.ssa Martina Semenzato del Comune di Venezia, Dott. Maurizio Carlin della Direzione del Comune di Venezia, Dott. Roberto Tedone, Sales and Consulting Director dell’IFM Infomaster, Dott. Giuseppe Russo, Chief Technology Officer della Sun Microsystems Italia) e  la possibilità a tutti i partecipanti  di intervenire sui i temi.

Materiali di riferimento
Aspetti logistici
La bozza del Manifesto
Le prossime scadenze (in fondo alla pagina)

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Amministrare 2.0: il Manifesto

Un’amministrazione 2.0 è un’amministrazione che si mette dalla parte dei cittadini e che con i cittadini stabilisce una relazione bidirezionale, perché è consapevole che nessuno meglio di loro può valutare servizi e progetti, segnalare eventuali criticità, manifestare esigenze e bisogni e fare proposte per soddisfarli. Ma c’è di più: è un’amministrazione che sceglie di improntare tutti i suoi processi, anche quelli interni, sui principi della condivisione e della collaborazione, di sfruttare l’intelligenza collettiva coinvolgendo le risorse a sua disposizione per migliorare la gestione interna e l’efficienza dei servizi offerti. E, infine, è un’amministrazione che sceglie di fare tutto questo sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dagli strumenti del web 2.0 e mettendoli al servizio di un nuovo approccio nei rapporti con il cittadino.

E’ questa la premessa che presenta il Manifesto Amministrare 2.0, un documento in progress che diversi attori o network quali FORUMPA, Formez, il Comune di Venezia, il Club di Amministrare 2.0, Artea Studio e Innovatori PA stanno promuovendo con lo scopo di proporre una visione condivisa per favorire la modernizzazione della PA digitale.

A fronte di una situazione di stallo del processo di telematizzazione della PA, si legge nel documento, ci sono però degli enti locali che hanno continuato a sperimentare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini e favorire la loro partecipazione alla gestione della cosa pubblica. Sono le amministrazioni locali che hanno promosso una telematica pubblica di secondo livello improntata su una logica relazionale e partecipativa, che hanno approfondito e applicato gli strumenti del Web 2.0, che hanno rimesso i cittadini al centro del processo di sviluppo della PA digitale. Sono un numero ridotto gli enti che si sono avventurati in questa direzione ma rappresentano una minoranza le cui esperienze possono rappresentare uno stimolo per riavviare l’intero settore. Queste amministrazioni hanno spesso implementato anche strumenti di partecipazione e di collaborazione interattivi all’interno delle stesse organizzazioni, permettendo così la diffusione e l’arricchimento dei saperi già presenti nelle risorse umane impiegate, ma che in molti casi restano inespressi.

Da qui nasce l’idea di un’iniziativa, il Manifesto Amministrare 2.0, in grado di valorizzare l’esperienze già realizzate arrichendole dei contributi di coloro che a diverso titolo sono interessati alla diffusione di una moderna PA digitale. Il processo di elaborazione del Manifesto ha già registrato momenti importanti di lavoro e di condivisione di idee e proposte: lo scorso 6 febbraio a Venezia nel corso della prima riunione con alcune amministrazioni locali (Venezia, Monza, Parma, Reggio Emilia, Trieste e Udine) è scaturito un programma di lavoro che poi è stato ripreso e approfondito nell’ambito di un incontro organizzato all’interno dell’ultimo FORUM PA e a cui hanno partecipato circa 70 persone tra esperti, amministratori pubblici e aziende. Sia gli incontri sia la collaborazione on line sono gestiti seguendo una metodologia per favorire la più ampia partecipazione nell’elaborazione del Manifesto.

Il prossimo appuntamento di lavoro di elaborazione del Manifesto è il VeneziaCamp2009 che si terrà nei giorni 23, 24 e 25 ottobre dove è stata prevista un’apposita sezione dedicata alla presentazione e all’elaborazione del Manifesto mentre per coloro che non potranno venire il wiki sarà lo spazio di riferimento per aggiornarsi . Per partecipare all’evento è necessaria la registrazione gratutita.

Per riprendere i ragionamenti su Amministrare 2.0 e la cittadinanza digitale

La migliore occasione è il prossimo Barcamp organizzato a Venezia per il 23-24-25 ottobre. Tre giorni densi di appuntamenti e di incontri  e momento ideale per riprendere i ragionamenti avviati all’ultimo FORUM PA.

A Venezia, infatti, porteremo il documento di sintesi (verso il Manifesto?) elaborato proprio a seguito degli incontri di Maggio così da arricchirlo con nuove idee e contributi in una logica di lavoro sempre in progress.

Il futuro della rete

Cercando di restituire un po’ dell’enorme mole dei materiali prodotti nell’ambito dell’ultimo FORUM PA comincio con gli approfondimenti relativi a Il futuro della rete. Di seguito la presentazione dei risultati della prima ricerca.

Da qui ai prossimi 10 giorni

Beh poco tempo per aggiornare il Blog, oramai FORUM PA è alle porte. Tra le iniziative programmate da segnalare sicuramente il Barcamap degli innovatori che ha registrato un enorme successo di prenotazioni, il tavolo di lavoro su Amministrare 2.0 il cui obiettivo è redigere un Manifesto da condividere con le pubbliche amministrazioni, l’incontro su Il Futuro della Rete in cui presentermo risultati inediti sull’utilizzo di internet.

Amministare 2.0

Ci siamo incontrati  la scorsa settimana, ospiti del comune di Venezia, con un primo gruppo di città italiane per ragionare sulle possibili evoluzioni della PA digitale. Un tema centrale, trattato giovedì anche da Il Sole 24 Ore.

Diversi gli innovatori presenti a cominciare dal nostro ospite Michele Vianello e del vulcanico Gigi Cogo.

Di seguito la mia presentazione mentre sul sito FORUM PA trovate i dettagli:

A.A.A. Disubbidienti CERCASI

Chi si occupa di innovazione cita spesso la suggestiva definzione per cui l’innovatore è un disubbidiente, da cui ne discende che l’innovazione, organizzativa, culturale,, scientifica non è altro che una disubbidienza riuscita. Una disubbidienza alle procedure obsolete, ai modelli interpetativi dominanti, alle inefficenze in favore di nuove idee e soluzioni.

Ma è proprio perché l’innovatore è un disubbidiente che, spesso, all’interno delle organizzazioni, delle aziende e, soprattutto, della pubblica amministrazione, viene isolato: un visionario che può essere considerato pericoloso per il resto della struttura.

In un momento di grande incertezza, di  necessità assoluta di recuperare efficienza non possiamo permetterci di perdere neanche un’idea, una visione , una proposta.  Il rischio di reinserramento che ha paventato
De Rita presentando l’ultima relazione sociale, per cui ognuno si richiude nella propria dimensione individuale è concreto. C’è bisogno di una reazione, di una visione e di un progetto comune facendo uscire dall’isolamento le energie vitali. L’unico modo per combattere l’isolamento è di fare rete, tessuto e trama di connessione fra le diverse energie individuali. E’ l’obiettivo ambizioso che ci siamo dati come FORUMPA è che già dallo scorso anno è diventato esplicito: essere sempre più luogo e momento di incontro tra gli innovatori.

E’ proprio partendo da questi presupposti che insieme al Formez nasce InnovatoriPA. Riprendendo dalla presentazione pubblicata per l’occasione su Internet: “www.innovatoripa.it è un sito che mette al centro l’individuo, la sua identità professionale e personale, che premia la capacità di fare innovazione nella Pubblica amministrazione e di attivare relazioni nella Rete. Le tecnologie oggi disponibili sul web stanno diffondendo un sempre maggiore interesse verso le reti sociali e molte iniziative si appoggiano ai diversi siti web, generando occasioni di scambio e circolazione delle conoscenze e, allo stesso tempo, disperdendo energie e persone in gruppi senza relazione tra loro. http://www.innovatoripa.it è una rete sociale che produce conoscenza, contatti e nuove opportunità di innovazione. Una rete che è anche luogo di incontro e contaminazione tra pubblica amministrazione e territorio, tra pubblico e privato.” Uno strumento di social metworking destinato ai temi e ai diversi attori del processo di modernizzazione della pubblica amministrazione e che, per dirla  come Luca de Biase nel presentare lo speciale de Il SOLE 24 ORE su Facebook, si alimenterà  delle relazioni tra le persone e andando ad arricchire l’ecosistema dell’informazione.

Abbiamo cominciato in sordina, senza pubblicizzare troppo l’iniziativa, per testare il sistema, e già in pochi giorni gli innovatori iscritti sono più di 400 ed hanno dato vita discussioni, gruppi di lavoro, blog personali.  Tra le diverse iniziative nate, sicuramente quella meno convenzionalee di organizzare un Barcamp indipendente nell’ambito del prossimo FORUM PA. Tanto per capirci un Barcamp, secondo la definizione elabotata su Wikipedia è  “una non conferenza, così come solitamente intendiamo conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web. Una non conferenza (unconference) quindi una riunione il cui tema di discussione è deciso dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi. “

Seguendo la struttura tipica di Facebook le prime adesioni e i primi contributi sono  già on line ospiti del Wiki dell’iniziativa, ma, in una logica di diffusione virale un gruppo di lavoro è su Facebook .

L’annuncio. quindi, è pronto per essere diffuso: A.A.A. disobbedienti di ogni età e sesso CERCASI.

Nasce InnovatoriPA

E’ diventato pubblico da qualche giorno il portale InnovatoriPA, un’iniziativa Formez e ForumPA per favorire lo scambio di opinione e pratiche fra gli innovatori nella e per la PA. Si legge nel sito: http://www.innovatoripa.it è una rete sociale che produce conoscenza, contatti e nuove opportunità di innovazione. Una rete che è anche luogo di incontro e contaminazione tra pubblica amministrazione e territorio, tra pubblico e privato.

Cosa si può fare dentro innovatoripa.it? Aprire un weblog, presentarsi agli altri innovatori e costruire le proprie relazioni di interesse e professionali; formare nuovi gruppi intorno a temi di interesse e aprire spazi di discussione e di lavoro; segnalare contenuti interessanti e condividere progetti ed esperienze innovative
mettere in rete le comunità esistenti nella pubblica amministrazione.

Convegno sull’e-democracy

A proposito del convegno di Palermo, di seguito i materiali da me elaborati.

Da un po’ di tempo la riflessione e il dibattito sulle dinamiche relative alla pubblica amministrazione si concentrano sulla necessaria riforma del pubblico impiego (lotta all’assenteismo, riconoscimento del merito) mentre ridotto all’osso è l’attenzione nei confronti del processo di modernizzazione della pubblica amministrazione.

Eppure l’informatizzazione della pubblica amministrazione e tutt’altro che conclusa e, soprattutto, si è interrotto quel percorso apparentemente lineare che si aspettava portasse la pubblica amministrazione ad instaurare un nuovo rapporto con i cittadini e le imprese basato su una maggiore e più accessibile informazione, un migliore accesso ai servizi pubblici fino al coinvolgimento, tramite gli strumenti di e-democracy, dei cittadini nelle consultazioni alla base delle decisioni politiche ed amministrative. Un traguardo finale, quello dell’e-democracy, raggiunto solo da pochi campioni all’interno dell’ampio universo della pubblica amministrazione italiana mentre gran parte del gruppo si è fermato o perso per strada.

ForumPA ha voluto riportare l’attenzione sul tema proponendo un approfondimento attraverso PanelPA, una indagine on line rivolta ad un panel di iscritti alla propria community. All’indagine hanno risposto in oltre 4.000 (4.362 per l’esattezza) fornendo utili indicazioni sulla percezione che il pubblico ha del tema proposto. Inoltre, tramite le domande aperte, in ben 700 hanno fatto riferimento ad esperienze conosciute o espresso considerazioni personali sul tema proposto.

In termini quantitativi, già dalla prima domanda emergono con chiarezza le problematiche principali legate al tema dell’e-democracy. Agli intervistati è stato chiesto quali fossero secondo loro gli aspetti più importanti e più incisivi dell’e-democracy e un’ampia maggioranza (54%) ha indicato l’accesso diffuso da parte dei cittadini alle informazioni e la maggiore trasparenza dei processi decisionali. Molto meno sono invece coloro che si riferiscono alle modalità più interattive e partecipative che le nuove tecnologie offrono se applicate ai rapporti tra cittadine e amministratori. Ritiene che l’e-democracy offra la possibilità di avviare nuove forme di collaborazione tra le amministrazioni locali e i cittadini il 20% degli intervistati, il poter partecipare alle decisioni riguardanti i territorio di riferimento il 17,7% e, infine, il poter esprimere opinioni, giudizi e idee inerenti il governo del territorio il 7,5%. E’ evidente che gli intervistati esplicitano con chiarezza la necessità di vedere risolti ancora i bisogni “primari” della nuova cittadinanza digitale: essere informati delle attività dei propri amministratori piuttosto che immaginarsi un loro ruolo attivo, mediato dalle tecnologie, nella gestione del proprio territorio di riferimento e dei beni comuni (tab.1).

Una visione negativa delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie che traspare anche quando è stato chiesto agli intervistati quali potrebbero essere gli ostacoli principali alla diffusione degli strumenti di e-democracy. La poca familiarità nei confronti delle nuove tecnologie da parte dei cittadini e delle amministrazioni viene considerato un fattore importante ma minoritario rispetto a quel complessivo 64% che attribuisce i problemi alla scarsa fiducia da parte di cittadini sull’effettiva presa in considerazione delle loro opinioni (37%) e allo scarso interesse per la partecipazione dei cittadini da parte degli amministratori (27%).

Un atteggiamento prudente che non nasce dalla poca conoscenza del fenomeno. Tutt’altro. Quando si chiede quale sia la fase attuale di sviluppo dell’e-democracy le risposte rispecchiano fedelmente la situazione reale: di sperimentazione in alcune realtà, risponde il 57% degli intervistati, di discussione e di approfondimento il 24,6 , di progressiva applicazione l’8,6%.

Non ci sono prospettive quindi per una telematica che avvicini i cittadini al governo pubblico? Gli intervistati ci indicano la strada da percorrere: secondo il 67% sono gli enti locali i soggetti che dovrebbero maggiormente farsi carico di promuovere iniziative di e-government. È partendo dalle istituzioni più prossime ai cittadini che è necessario ricreare (o meglio creare) quel clima di fiducia che è il presupposto indispensabile per un dialogo fattivo tra i cittadini e i loro governi.

Ancora sull’e-democracy

Un tema dal quale non si può e non vogliamo prescindere e che sicuramente rischia di essere una delle tante occasioni perdute della società della conoscenza.

Ne riparliamo a Palermo il prossimo martedi 18 novembre con un convegno dal titolo “E-democracy e Web semantico: modalità avanzate per ascoltare i cittadini”. Ci si può iscrivere sul sito di ForumPA.

Nell’ambito dell’incontro presenteremo in anteprima i risultati di un indagine on line che abbiamo rivolto al Panel di ForumPanet.

e-Government, e-Democracy

FORUM PA, Siav, Poste Italiane ed Accenture ripropongono anche quest’anno, nella cornice classica di Villa Miani a Roma, giovedì 9 ottobre 2008, l’evento che inizia ormai a diventare un punto di riferimento sulla tematica per autorevolezza dei partecipanti e il successo di adesioni delle precedenti edizioni.L’evento sarà l’occasione per un attento esame su dematerializzazione, protocollo informatico, firma digitale, posta certificata, fattura elettronica, interoperabilità e trasparenza dei procedimenti.

E-government, avanti!

Riprendiamo integralmente il comunicato di Retecamere di presentazione della ricerca e-gov.impresa

Retecamere presenta il 2° Rapporto e-gov.impresa, che fornisce un quadro completo di tutti i servizi on line forniti dalla Pubblica Amministrazione locale e centrale, individua le competenze degli Enti pubblici, delinea le strategie di  miglioramento e fa un confronto con le attività online di altri Paesi esteri. A partire dai risultati dell’indagine Luiss Research Network, Retecamere e Nova lanceranno da settembre un Innovation Forum virtuale, integrando in una community aperta ma selezionata tutti gli operatori pubblici e privati che vorranno contribuire al ridisegno e al monitoraggio di una nuova stagione di e-Government nel Paese. Il 10 luglio Nova ilsole24ore ha pubblicato l’articolo “Più digitale per l’impresa”: una panoramica sui principali temi trattati nel Rapporto.

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Venezia Città Digitale

Si è tenuto a Venezia, lo scorso 25 giugno, un seminario tra operatori, amministratori e studiosi sul tema delle città digitali, organizzato dalla Fondazione Venezia 2000 con la partecipazione, tra gli altri, di Giuseppe De Rita, Ferdinando Azzariti, Alfonso Fuggetta, Stefano Micelli, Francesco Sbetti, Agenda Venezia e Michele Vianello, allo scopo di fare il punto sulle potenzialità offerte per il territorio dalla telematica cittadina.

Le ipotesi di lavoro di questo momento di riflessione scaturiscono proprio dall’interesse ad esplorare il ruolo che la telematica e la rete hanno avuto in questi ultimi anni. La domanda è: le energie vitali dell’area veneziana hanno usato la rete come leva per lo sviluppo e la competitività, la condivisione delle esperienze e la “contaminazione” dei saperi?

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Il territorio che innova

Noi per primi, in quanto ForumPA,  abbiamo spesso messo in evidenza la necessità di introdurre una cultura della valutazione all’interno della pubblica amministrazione e nei confronti delle politiche pubbliche. Settori dove, anche quando si portano avanti iniziative innovative, pochissimo, poi, si riflette sui risultati raggiunti e sugli impatti positivi e negativi che specifiche azioni o politiche generano negli ambiti di riferimento.

Partendo da questa consapevolezza non potevamo, quindi, proprio noi esimerci da avviare un dispositivo di valutazione dei risultati raggiunti con l’ultima edizione di FORUM PA. È stato per noi un anno importante, in cui abbiamo avviato un processo di crescita introducendo grandi e piccole novità, tutte finalizzate a portare gli innovatori dei settori pubblici e privati al centro della manifestazione. E abbiamo pensato di farlo riferendoci a quelli che sono i nostri interlocutori principali: gli espositori, i relatori e il pubblico, chiedendo loro valutazioni sulle cose fatte e  suggerimenti per il futuro. Decisamente interessanti i risultati della prima indagine conclusa, quella sul nostro pubblico.

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Research to Business (R2B) a Bologna

La Fiera di Bologna ospiterà il 5 e il 6 giugno il quarto salone della ricerca industriale. Tra gli eventi da segnalare “Costruiamo insieme il futuro”, il giorno di apertura, nell’ambito del quale verrà presentato il progetto di sviluppo dei Tecnopoli emiliani, le cittadelle dell’innovazione che dovranno nascere in ciascua provincia. Maggiori informazioni sul sito di R2B.

La possibile rinascita delle città digitali

In diverse occasioni abbiamo messo in evidenza la necessità di riflettere sulle esperienze e sui risultati del processo di e-governement così come si è configurato negli ultimi dieci anni, convinti che i risultati ottenuti fino ad oggi abbiano portato frutti apprezzabili, ma non all’altezza delle aspettative e alle potenzialità della telematica cittadina. Proprio per questo abbiamo parlato di “prematura fine delle città digitali” intendo, con questa espressione, la fine di un processo virtuoso in crisi di identità e di prospettive che ha lasciato almeno tre punti irrisolti: abbandono della logica di governance originaria, incompletezza dell’offerta, fallimento dell’offerta.

L’abbandono della logica di governance originaria. La città digitale non può che essere improntata su una logica collaborativa dei diversi attori locali impegnati a definire gli obiettivi per raggiungere una visione condivisa del ruolo della telematica locale. Gran parte delle iniziative, invece, si sono sviluppate come esperienze isolate dei diversi soggetti locali con pochissima propensione alla collaborazione tra attori diversi.

L’incompletezza dell’offerta. Anche dalla prospettiva della logica istituzionale adottata, i cambiamenti e le iniziative si sono limitati ad introdurre nuove modalità (telematiche) per fornire informazioni ai cittadini o per erogare servizi. Pochissimo è stato fatto nel cosiddetto back-office, dove le nuove tecnologie avrebbero potuto portare grandi innovazioni dal punto di vista dell’efficienza e delle prassi burocratiche.

Il fallimento delle politiche di inclusione. I servizi telematici cittadini piuttosto che favorire l’inclusione e la partecipazione tra le diverse categorie sociali e culturali hanno, a conti fatti, aumentato il divario fra queste. Alle povertà ed alle esclusioni materiali si sono aggiunte quelle tra coloro che hanno le possibilità e le capacità di accedere alle informazioni e ai servizi on line e quelli che, invece, sono di fatto esclusi da tale servizi.

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